CATANIA - Non sia solo l'ennesima panchina rossa in città quella inaugurata a Villa Pacini, dove un nutrito gruppo di donne e tanti uomini si sono fermati per circa due ore al “talk en plein" organizzato dall'associazione Agorà e da Scie (Spazio creativo itinerante etneo), presieduti da Gloria Sangiorgio che in questo luogo, ormai da anni, propone mercatini artigianali ed eventi.
Le parole più potenti sono arrivate da Giovanna Zizzo, madre di Laura, uccisa a 12 anni nell’agosto 2014 dal proprio padre per “punire me, perché mi ero permessa di alzare la testa e dire il mio primo no – ha detto Giovanna -. Io sono stata condannata all'ergastolo del dolore, ma Laura mi ha lasciato la speranza, quella che non ho mai perso e per questo oggi sono ancora qui. L'8 marzo non è una festa. Deve essere una commemorazione, ma anche rivincita e riscatto per tutti noi".
Ha aderito anche l'assessorato alle Pari Opportunità del Comune e proprio l'assessora Viviana Lombardo nel suo intervento ha commentato che un luogo come “Villa Pacini non sia di serie B e questo, a pari di tutti gli altri spazi, merita dignità con eventi come questo che creano integrazione e avvicinano a temi importanti. Oggi inauguriamo una panchina rossa per un momento di ricordo e riflessione. Siamo però qui
anche per celebrare le tante conquiste delle donne negli anni".
La panchina è stata dipinta dagli ospiti dell'istituto San Giuseppe S.P.D., che offre accoglienza e supporto a giovani madri, ma anche laboratori artigianali e integrazione sociale, la targhetta è una piastrella realizzata dalla ceramista Cristina Santonocito di “Azulejos" e “Stati generali delle donne”.

























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