Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina deve ripartire senza costi aggiuntivi per lo Stato. La Ragioneria generale apporta delle correzioni al testo del decreto Infrastrutture che dovrà così tornare all'esame del governo per un nuovo passaggio in Cdm. Il dl aveva avuto il via libera dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 febbraio. In particolare viene specificato che tutte le procedure per il ponte dovranno essere realizzate "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica" e dunque impiegare solo le risorse già messe a disposizione.
"Per il ponte sullo Stretto di Messina quest'anno non do più scadenze mensili, perché ho imparato che fra ricorsi, controricorsi, Corte dei conti e comitati del no, prima voglio vedere la carta e poi partono i lavori", commenta il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Le modifiche al decreto infrastrutture richieste dalla Ragioneria secondo il Pd "confermano la sonora bocciatura e tutte le incertezze che continuano a pesare sul progetto. A questo punto il governo dovrebbe prenderne atto e accantonarlo definitivamente: siamo all'accanimento terapeutico".
Per il Partito democratico "il fatto che le procedure debbano essere portate avanti senza nuovi oneri per la finanza pubblica, utilizzando solo le risorse già disponibili, evidenzia le difficoltà di un'opera che continua a cambiare tempi e prospettive. Più che a un reale avanzamento assistiamo a un vero accanimento su un progetto che resta fermo tra rinvii e continui aggiustamenti. Il governo smetta con annunci e propaganda e concentri le risorse sulle infrastrutture davvero necessarie: ferrovie moderne, manutenzione della rete stradale e trasporto pubblico efficiente, a partire dal Mezzogiorno".
Categorico anche il Movimento 5 stelle: "La Ragioneria dello Stato oggi affossa anche il dl Infrastrutture, recentemente sfornato da questo esecutivo in totale stato confusionale. Matteo Salvini le sta sbagliando tutte".
Agli attacchi dell'opposizione risponde Pietro Ciucci, amministratore delegato della socierà Stretto di Messina: "Non sono previsti extracosti per il ponte. A parità di investimento complessivo di 13,5 miliardi di euro, con il decreto infrastrutture sono stati modulati gli importi di ciascun anno di lavori per tener conto dello slittamento dei tempi conseguente le note delibere della Corte dei conti".



























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