CATANIA - "Non è permessa alcuna celebrazione religiosa" per la sepoltura del capomafia Benedetto 'Nitto' Santapaola. E' l'indicazione dell'arcivescovo di Catania, Luigi Renna, dopo la prescrizione del questore, che ieri ha disposto il divieto di funerali pubblici. "La decisione - spiega Renna - è stata assunta con l'obiettivo di evitare che un eventuale momento religioso possa essere strumentalizzato o trasformato in occasione di manifestazioni non conformi al significato proprio della liturgia cristiana. L'Arcidiocesi ribadisce il rispetto delle disposizioni delle autorità".
Il questore ha vietato "funerali pubblici o privati" e ha disposto che il trasferimento dell'urna con le ceneri del capomafia, che sarà cremato, avvenga seguendo il percorso più breve, in maniera riservata, senza alcun rituale in strada e senza cortei di mezzi al seguito.
Il legale del capomafia, l'avvocato Carmelo Calì, ha ricordato che "è un dato a me noto già da tempo che Benedetto Santapaola aveva comunicato ai suoi familiari di volere essere cremato e di non volere alcuna cerimonia funebre, né pubblica né privata, quindi i provvedimenti del questore e dell'arcivescovo, doverosi per il ruolo che svolgono, sono superati dalle volontà del mio assistito".
Lo storico capo di Cosa nostra di Catania, ergastolano detenuto in regime del 41bis nel carcere duro di Opera, è morto a 87 anni il 2 marzo scorso nel reparto di medicina penitenziaria dell'ospedale San Paolo, dove era stato trasferito per le sue condizioni di salute. Santapaola è stato uno dei più sanguinari boss mafiosi siciliani, condannato a 18 ergastoli, compresi quelli per le stragi di Capaci e Via D'Amelio e per l'uccisione del giornalista Giuseppe Fava e dell'ispettore capo di polizia Giovanni Lizzio.
La salma, dopo l'autopsia eseguita due giorni fa su disposizione della Procura di Milano (che ha già concesso il nulla osta per la restituzione ai familiari), sarà cremata a Milano, quindi le ceneri saranno trasferite a Catania.


























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