CATANIA - Le indagini sono partite dalla segnalazione dei funzionari di un istituto bancario catanese che hanno subodorato la truffa nei confronti di una loro anziana e facoltosa cliente senza figli né parenti vicini.
Un uomo e una donna di 53 e 50 anni sono stati raggiunti da una ordinanza cautelare emessa dal Gip di Catania su richiesta della Procura per i reati di circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita in forma pluriaggravata. Secondo gli inquirenti gli indagati, in concorso con altri complici, avrebbero messo in atto azioni tese ad impadronirsi del patrimonio della vittima ammontante a circa 3 milioni di euro.
Già a novembre era stata eseguita la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di una fioraia, ritenuta l’ideatrice dell’operazione. Essendo vicina di casa dell’anziana, si sarebbe accaparrata la sua fiducia e l’avrebbe manipolata e isolata rendendola completamente dipendente da lei e da sua figlia.
La vittima era stata invitata a non avere alcun contatto, neanche telefonico, con parenti o persone estranee. Il progetto criminale era ben mascherato da una parvenza di legalità, ma fondamentale per lo svolgimento è stata l’individuazione di professionisti e tecnici: un avvocato, un consulente finanziario e la segretaria di uno studio notarile.
Alla donna erano state fatte redigere due procure speciali e un nuovo testamento con la devoluzione dell’intero patrimonio a un ente religioso e la nomina della fioraia erede universale. Dalle indagini è emerso che quest’ultima si sarebbe adoperata anche per ottenere un certificato attestante la capacità d’intendere e di volere dell’anziana, che, invece, è risultata portatrice di un deficit dei processi cognitivi. Per l'anziana è stato nominato un curatore che sta tuttora provvedendo alla sua assistenza.


































