CORLEONE (PALERMO) - I carabinieri di Corleone hanno arrestato un neo diciottenne, residente nel Corleonese, accusato di violenza sessuale continuata e aggravata e lesioni personali aggravate, commessi ai danni di una minore di 14 anni, occasionalmente conosciuta nel corso di una festa di paese.
Una vicenda di eccezionale gravità, avvenuta lo scorso febbraio durante i festeggiamenti notturni in occasione del Carnevale. Secondo quanto emerso, l'indagato - all’epoca dei fatti l7enne - ha approfittato della vulnerabilità della minore, che peraltro si trovava momentaneamente lontana dalle amiche ed in un paese a lei poco conosciuto, per condurla in una strada buia e isolata e costringerla a subire ripetuti atti di violenza sessuale, facendo ricorso a modalità talmente aggressive, da provocarle anche gravi lesioni fisiche, nonché uno stato di shock con conseguente ricovero in una struttura ospedaliera, per alcuni giorni.
Le indagini si sono avvalse di testimonianze, anche di quelle dei soccorritori, ma anche delle analisi dei Ris di Messina che hanno confermato i gravi abusi sessuali commessi dal giovane e evidenziato la brutale aggressione e la violenza usata, tanto che la ragazzina non ha avuto modo di difendersi e di opporsi. Il 18enne è stato condotto all’istituto penale per i minorenni Malaspina di Palermo.
Antonio Di Lorenzo, avvocato del ragazzo di 18 anni, ha affermato: "Nel corso dell'interrogatorio il mio assistito, in lacrime, ha ammesso alcune circostanze importanti, per questo ho già chiesto la revoca della misura in carcere. Ha precisato di non essere responsabile delle lesioni che la ragazzina aveva al braccio. Il ragazzo ha conosciuto quella sera stessa la ragazza che pensava fosse una liceale. A questo punto non ci sarebbe più nessuna delle tre esigenze cautelari: reiterazione del reato, pericolo di fuga e inquinamento probatorio. Ormai ci sono degli accertamenti ben precisi. Mi auguro che il giudice accolga la richiesta di revoca degli arresti".
"Appena entrato il mio assistito è stato picchiato da due giovani nell'istituto Malaspina. So che la procuratrice e la pm sono intervenute subito chiedendo una relazione alla polizia penitenziaria per segnalare gli aggressori - aggiunge l'avvocato -. Il mio assistito da tre giorni non mangia e non riesce ad andare in bagno. Vive dentro il carcere una condizione di prostrazione".


















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