CATANIA - E' stata sgomberata la notte scorsa l'ex palestra di piazza Lupo a Catania che era occupata da anarchici e appartenenti a centri sociali. L'operazione interforze è stata coordinata dalla questura. La struttura era 'sorvegliata' all'esterno da alcuni giovani che non si sono opposti e sono stati identificati dalla Digos. Sul posto si sono radunati dei manifestanti. L'ex palestra è di proprietà del Comune di Catania che prevede di demolirla per realizzare una piazza con area destinata a verde pubblico.
Lo sgombero è stato eseguito in esecuzione di un'ordinanza del sindaco di Catania, Enrico Trantino, pubblicata sul sito ufficiale del Comune. "Per motivi urgenti e contingibili di incolumità pubblica e sicurezza urbana, a causa dei rischi che minacciano la pubblica e privata incolumità - si legge tra l'altro nel provvedimento - si ordina lo sgombero ad horas di chiunque occupi, a qualsiasi titolo, l'immobile denominato 'Palestra Pietro Lupo' di proprietà del Comune di Catania e le aree limitrofe alla stessa, e al conseguente immediato avvio dei lavori di demolizione della struttura, secondo le previsioni del progetto di riqualificazione (nell'ambito Pnrr-Piani urbani integrati e Pnc), che prevede: la demolizione della struttura e la riqualificazione dell'intera piazza Pietro Lupo e la realizzazione di un giardino pubblico tecnologico, a cura dell'impresa aggiudicataria dei lavori".
Non mancano le proteste. "Mentre l’amministrazione continua a parlare di visione, partecipazione e futuro culturale della città - dice Matteo Iannitti, presidente dell'Arci Catania - a Catania si sgombera e si demolisce la Palestra Lupo: uno spazio attraversato per anni da pratiche sociali, culturali, musicali, mutualistiche. Non un rudere qualsiasi, ma uno dei pochissimi luoghi gratuiti di aggregazione sopravvissuti in città. Non esiste alcuna politica culturale credibile se, nello stesso momento, si distrugge uno spazio reale di socialità e produzione culturale dal basso. Non esiste “città della cultura” se la cultura indipendente viene spazzata via con le ruspe. Con le ruspe non si parla! Chiediamo la sospensione immediata dell’intervento; l’interruzione della retorica su “Catania città della cultura” finché si continueranno a colpire i luoghi vivi della cultura urbana; l’apertura di un confronto pubblico reale sul destino degli spazi sociali e culturali in città che prevede quanto meno l'apertura di nuovi spazi pubblici e gratuiti destinati alla cultura come misura compensativa e di risarcimento alla città".








































