FORZA D'AGRÒ (MESSINA) - Avrebbero fatto false attestazioni di residenza per inquinare le elezioni dell'8 e del 9 giugno 2024, per il rinnovo del consiglio comunale e la carica di sindaco del comune di Forza d'Agrò.
Con quest'accusa i carabinieri hanno eseguito misure cautelari emesse dal gip di Messina, su richiesta della Procura, nei confronti di 5 persone, tra cui il sindaco del comune messinese, Bruno Miliadò, posto ai domiciliari, per associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari, oltre che per Miliadò, per un consigliere comunale di Forza d'Agrò, un agente e un ausiliario del traffico della polizia municipale, nonché il divieto di dimora nel luogo di residenza per un altro consigliere comunale. Nelle indagini, dice la Procura di Messina, sono coinvolte altre 67 persone.
Le indagini sono partite dopo la segnalazioni di anomali durante le consultazioni elettorali, essendo emerse 96 richieste di trasferimento di residenza, ritenute anomale proprio per la prossimità (tra fine 2023 e aprile 2024) con le elezioni dell'8 e 9 giugno 2024.
E' stato accertato che tra i luoghi dove veniva attestata la residenza c'erano immobili inesistenti, disabitati o in disuso. In due casi erano dichiarate addirittura le camere di due alberghi riconducibili, rispettivamente, al sindaco e a uno dei consiglieri comunali. O ancora la residenza risultava la sede di uno stabilimento balneare della frazione Fondaco Parrino.
All'agente e all'ausiliario del traffico della polizia municipale, in qualità di accertatori anagrafici, è contestata la falsa attestazione di trasferimento. Su 96 richieste analizzate, 59 sono risultate mendaci. Questo numero appare ancor più rilevante se si considera che, a fronte di 673 votanti, il sindaco è stato eletto con uno scarto di 30 voti, mentre la lista che lo sosteneva si è affermata con 40 preferenze.
Dalla prefettura di Messina, dopo l'episodio, arriva il provvedimento di sospensione dalla carica di sindaco di Forza d'Agrò per Bruno Miliadò e da consiglieri comunali per Emanuele Giuseppe Di Cara e Joseph Bondì.


































