CATANIA - Sono partiti questa mattina i lavori di demolizione della ex palestra in piazza Pietro Lupo, ormai dismessa e degradata, nell'ambito dei lavori di riqualificazione delle piazze Pietro Lupo e Angelo Majorana, disposti dall’amministrazione comunale nella zona del Teatro Massimo Bellini.
L'intervento è finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell'ambito della misura Piani Urbani Integrati. Tutta l’area di cantiere è presidiata da un dispositivo di sicurezza composto da ufficiali, ispettori e agenti della polizia locale e della polizia di Stato.
Un’ordinanza dispone chiusure temporanee nella zona interessata, fino a conclusione degli interventi di demolizione e smaltimento del materiale di risulta.
Nello specifico, dalle ore 7 alle 17 sino a cessate esigenze, sarà istituito il divieto di transito veicolare in via Spadaccini; via Monsignor Ventimiglia nel tratto tra via Antonino di Sangiuliano e via Vittorio Emanuele II; piazza Pietro Lupo carreggiata est.
E’ inoltre istituito il divieto di transito pedonale in via Monsignor Ventimiglia, marciapiede est, nel tratto tra la carreggiata nord e sud di piazza Pietro Lupo; piazza Pietro Lupo carreggiata est, marciapiede ovest.
L'impresa esecutrice dei lavori garantirà la corretta segnaletica temporanea diurna e notturna, la presenza di movieri per il transito in sicurezza nelle aree limitrofe, la fruizione degli accessi alle proprietà private e il ripristino delle aree al termine delle operazioni.
Sulla questione, oggetto di polemiche in città, interviene anche l'associazione Free Green Sicilia, con il suo portavoce Alfio Lisi che si chiede "come mai la palestra di piazza Lupo, utilizzata da anarchici catanesi, sia stata sgomberata per riqualificarla, in una città governata dal centro destra, mentre a Roma, Palazzo sociale Casa Pound, gestito da soggetti di estrema destra, sia intoccabile, con il consenso del Governo nazionale, nonostante una amministrazione di centro sinistra. Due pesi e due misure?".
Il cuore del progetto è la nuova piazza Pietro Lupo, concepita come un tappeto monumentale in pietra lavica etnea di circa 2.300 mq. Lo spazio è stato disegnato con una maglia regolare di 100 moduli quadrati, predisposti con boccole tecniche per ospitare strutture temporanee.
Questa flessibilità permetterà alla piazza di trasformarsi, all’occorrenza, in sede di mercati, eventi culturali, mostre o rassegne sportive, incoraggiando un uso spontaneo e sicuro dello spazio pubblico. A sud della piazza, un’area di 800 mq di verde attrezzato fungerà da filtro naturale e luogo di socialità.
Caratterizzata da aiuole con essenze autoctone e sedute all’ombra, l’area sarà dotata di un moderno sistema di nebulizzazione e di connessione wi-fi gratuita. Elemento architettonico distintivo sarà il presidio culturale/infopoint, una struttura sferica autoportante di circa 10 metri di diametro, rivestita in zinco-titanio. Oltre a fungere da punto informativo e buvette, la “calotta” sarà la regia tecnologica della piazza, ospitando i sistemi di sicurezza e il collegamento all’autorimessa sottostante.



La riqualificazione non trascura la funzionalità: la viabilità di contorno è stata razionalizzata per favorire la pedonalità, garantendo al contempo un saldo positivo in termini di posti auto e moto disponibili a raso. Un innovativo sistema di recupero delle acque piovane, inoltre, assicurerà infine l’irrigazione del verde e la pulizia degli spazi, in linea con i rigorosi principi di sostenibilità ambientale.
L’intervento di Piazza Pietro Lupo, che dovrà conludersi entro il dicembre del 2026, si inserisce in un tessuto urbano di eccezionale valore storico e monumentale, cerniera vitale tra l’antico quartiere della Civita e il barocco del Teatro Massimo Bellini. L’area, delimitata dalla scenografica piazza Cutelli e da via Monsignor Ventimiglia, rappresenta un punto di snodo tra i grandi vuoti urbani del dopoguerra e le stratificazioni settecentesche.
La riqualificazione, che include la vicina piazza Majorana già in avanzato stato di lavorazione, mira a ricucire queste fratture, trasformando zone prima sature di veicoli in un sistema integrato di percorsi pedonali. L’obiettivo è restituire respiro a questa nevralgica area della città e valorizzare la continuità visiva e funzionale tra il mare e il cuore culturale del centro storico.


































