Il caso Minetti assume dimensioni sempre più vaste. La procura generale di Milano, qualora l'istanza di grazia presentata dall'ex igienista dentale si rivelasse fondata su elementi incongruenti e non veritieri, trasmetterà gli atti alla procura per l'apertura di un'indagine a carico della donna, che era stata condannata a due anni e dieci mesi nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione e a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era al Pirellone.
I magistrati vogliono avere informazioni anche dall'estero, in particolare dall'Uruguay, "su tutte le persone" di cui si parla, inclusa la stessa Nicole Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani, oltre alla documentazione del tribunale uruguayano sulla causa per il minore adottato. Al termine delle verifiche invieranno un parere al ministero. Gli accertamenti disposti sul caso, in linea teorica, "potrebbero portare ad una modifica del nostro parere", che prima era stato positivo, hanno spiegato la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa.
Lunedì, con un'inusuale lettera indirizzata al ministero della Giustizia, il Quirinale aveva chiesto chiarimenti al ministro Carlo Nordio su "supposte falsità" nell'istruttoria che ha poi portato alla firma del presidente Mattarella al provvedimento di clemenza. Fonti del Quirinale hanno sottolineato come il presidente della Repubblica "non disponga di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti che vengono prospettati e fonda la propria decisione sui documenti che gli vengono sottoposti nonché sulle valutazioni formulate a tal proposito dall'autorità giudiziaria e dal Ministro della giustizia".
Il provvedimento era stato firmato in base all'adozione da parte della Minetti di un bambino uruguaiano in condizioni di salute precarie. La Minetti ha replicato annunciando iniziative legali e affermando che "le informazioni diffuse sono prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare".
































