Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che la Marina ha sequestrato al largo di Creta circa 50 imbarcazioni con a bordo 400 attivisti della Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti umanitari. Il ministero ha anche diffuso un video che, a suo dire, mostrava il ritrovamento di "preservativi e droga" a bordo di una delle imbarcazioni intercettate. La Marina di Tel Aviv ha informato le persone a bordo di essere "in arresto". Sono 24 al momento gli attivisti italiani che risultano arrestati. Complessivamente sono 57 gli italiani che stanno partecipando alla missione.
Gli attivisti, da parte loro, hanno affermato di aver subito un "violento raid in acque internazionali", durante il quale le forze israeliane avrebbero "sistematicamente messo fuori uso diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla". Un video diffuso su Telegram mostra uno degli equipaggi di una barca della Flotilla a mani alzate e un soldato armato salire a bordo.
"Le azioni di Israele di questa sera segnano una escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria", dichiara in una nota diffusa nella notte la Global Sumud Flotilla. "Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta - aggiunge - un'affermazione secondo cui Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze. Chiediamo che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni".
"Ciò a cui stiamo assistendo - si legge nel comunicato - è il tentativo di normalizzare il controllo israeliano sul Mediterraneo stesso e un'escalation dell'impunità di Israele. Nessuno Stato ha il diritto di rivendicare, controllare o occupare acque internazionali. Eppure, è esattamente ciò che Israele ha fatto, estendendo il suo regime di controllo verso l'esterno, occupando il Mar Mediterraneo al largo delle coste europee".
"Come parte della loro aggressione, la marina israeliana ha intercettato navi, disturbato le comunicazioni, compresi i canali di soccorso, e rapito con la forza civili. Non si tratta di zone di confine contese. Si tratta di acque internazionali. Ancora più allarmante è il silenzio. I governi che affermano di difendere il diritto internazionale, ancora una volta, non hanno detto nulla - si legge ancora -. Nessuna condanna urgente. Nessuna richiesta immediata di rilascio dei prigionieri. Nessun appello a che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni. Questa assenza di risposta non è neutralità, è autorizzazione ed è complicità".
"Chiediamo risposte immediate e che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni: dove sono i civili rapiti? Dove sono stati portati? I governi europei hanno collaborato con gli israeliani per facilitare i rapimenti? La domanda più profonda rimane: come è stato possibile che Israele sia arrivato al punto di poter compiere rapimenti in pieno giorno, ai danni di civili disarmati, senza timore di conseguenze? Questo crea un precedente catastrofico e dovrebbe essere condannato nel modo più diretto. Il silenzio dei governi di tutto il mondo segnala che il diritto internazionale si applica in modo selettivo e che le vite dei civili possono essere prese di mira da Israele, ovunque nel mondo, in qualsiasi momento, senza conseguenze", conclude la nota.
































