PALERMO - Hanno giurato oggi pomeriggio all'Ars durante la seduta d'aula i tre nuovi assessori nominati dal presidente Regione siciliana, Renato Schifani, una settimana fa. In giunta sono entrati, al termine del rimpasto, Nuccia Albano, che torna a occupare il posto all’assessorato della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Elisa Ingala, che guiderà l’assessorato della Funzione pubblica e delle autonomie locali, e Marcello Caruso, nuovo assessore alla Salute.

"C'è tanto da fare, ma anche tanto da recuperare. L'assessorato che torno a guidare in questi mesi non ha avuto una guida politica, ha detto Nuccia Albano, riprendendo la delega dopo che per cinque mesi, a seguito delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Totò Cuffaro e alcuni esponenti della Dc, l'assessorato è stato gestito ad interim dal presidente Schifani. "La Dc è stata investita da un ciclone - ha aggiunto - ma la magistratura si è resa conto che molte cose non stavano in piedi. In ogni partito può esserci qualche neo, noi siamo stati vittimizzati e non capisco il motivo. La politica vive di dinamiche particolari, vanno accettate".
"Il mio mandato è ispirato a un obiettivo, fare del bene per il territorio, essere vicina alle esigenze di comuni, province e città metropolitana - ha detto Elisa Ingala, che entra a far parte della giunta in quota Mpa -. Mi ritrovo nei valori del Mpa, conosco da anni Raffaele Lombardo, ma ho accettato la nomina in qualità di tecnico".
"Accettando questo incarico bisogna essere consapevoli di rispondere soprattutto alla gente e non alla politica - ha dichiarato Marcello Caruso, fino a pochi giorni fa coordinatore regionale di Forza Italia e ora assessore regionale alla Salute -. Bisogna far funzionare le realtà ospedaliere, ma ci sono tanti dossier aperti, dal Pnrr alle case e ospedali di comunità, fino alle liste d'attesa".
Per Caruso "le fibrillazioni all'interno di una maggioranza e di un Parlamento sono normali ma abbiamo il dovere di portare il nostro lavoro a compimento. Mi auguro ci sia senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche".
































