CALATABIANO (CATANIA) - I carabinieri di Calatabiano hanno disposto il collocamento in comunità per un 17enne catanese accusato di aver messo in atto, insieme ad altre due persone, la truffa del falso finanziere. A essere presi di mira padre e figlia di 54 e 23 anni.
Il 54enne è stato contattato al cellulare, mentre era a casa, da una persona che si è presentata come un ufficiale della guardia di finanza che lo informava che la targa della sua macchina risultava coinvolta in una rapina e lo invitava a raggiungere la caserma di Taormina per chiarire la sua posizione.
La telefonata, partita da Napoli, sarebbe stata effettuata da un 22enne, uno dei due indagati, da un cellulare con scheda sim a lui intestata. Il 54enne, uscito subito da casa, è andato a prendere la moglie e insieme si sono recati in scooter a Taormina senza dire nulla alla figlia che, rimasta a casa da sola, è stata contattata prima sul numero di casa e poi sul suo cellulare da un uomo che, qualificatosi quale appartenente alla finanza, l’ha spaventata raccontandole del coinvolgimento del padre nella rapina.
Ha poi convinto la giovane a preparare dei gioielli in oro e tutti i soldi presenti in casa che avrebbe dovuto consegnare a un addetto incaricato dal tribunale. La 23enne, impaurita, poco dopo ha consegnato 600 euro e gioielli per il valore di 1.500 euro.
Poco dopo la truffa è stata scoperta: il 54enne arrivato con la moglie nella caserma di Taormina mentre era ancora al telefono col telefonista-complice ha scoperto che nessuno lo aveva mai convocato. Visionati i filmati delle due telecamere poste nella zona della casa della coppia, sono state ricostruite tutte le fasi dell’estorsione: l’arrivo del 17enne a bordo dell’auto guidata dal complice 37enne, il quale dopo essere entrato in casa delle vittime, ne è uscito con in mano una busta col denaro e i gioielli.















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