PALERMO - Per anni, salvo qualche interruzione causata da arresti o dal timore delle forze dell'ordine, Matteo Messina Denaro ha comunicato con la sua famiglia: una corrispondenza fittissima e perfino lo scambio di filmini sulla vita quotidiana in casa girati al boss dalle sorelle Bice e Giovanna. La scoperta arriva dall'ultima inchiesta della Dda di Palermo, che ha chiesto l'arresto delle due donne con l'accusa di mafia. Il gip ha rigettato l'istanza derubricando il reato in procurata inosservanza di pena e sostenendo che, vista la morte del capomafia, le esigenze cautelari sono venute meno.
I pm di Palermo con un lavoro certosino e grazie al ritrovamento di un'enorme mole di lettere nel covo del ricercato hanno ricostruito anni di scambi. Mentre si indaga ancora sulle brusche interruzioni nella corrispondenza probabilmente indotti dalle rivelazioni di qualche talpa.
Messina Denaro aveva escogitato due metodi per restare in contatto con i suoi. Il primo, da lui stesso chiamato dal 2019 "Operazione Condor", dal nome del cane di famiglia, prevedeva uno scambio in presenza di lettere, oggetti e soldi e avveniva almeno due volte all'anno in una campagna di Castelvetrano della famiglia Messina Denaro. Il boss si recava personalmente o tramite fedelissimi a prendere lettere o oggetti.
L'altro, denominato "Van Gogh" o "altra via", consisteva in un classico scambio di missive inviate via posta ordinaria dal latitante a casa di Giovanna Messina Denaro. L'appartamento era - scrivono gli inquirenti - "una vera e propria centrale operativa all'interno della quale, una volta ricevute le lettere del latitante, le sorelle Giovanna, Bice e Rosalia (nella foto) si coordinavano per eseguirne le direttive".

Giovanna era "Ciliegia", la sorella Bice "Uva" e "Uvetto" il marito Gaspare Como. Patrizia Messina Denaro, la maggiore delle donne della famiglia, era "Ananas" e "Ananasso" il marito Vincenzo Panicola; "Cocco" il fratello Salvatore, "Fragolona" la sorella Rosalia e "Il complicato" il marito Filippo Guttadauro.
Una delle sue storiche amanti, Maria Mesi, era "Coca Cola", il boss Giuseppe Guttadauro "Mela", il figlio della sorella Rosalia, Francesco Guttadauro, era "Fragolino", mentre "Noce e Nocino" erano Lorenzo Cimarosa e il figlio Michele. Il re dell'eolico Vito Nicastri, l'imprenditore ritenuto vicinissimo al boss, era "W," la figlia naturale del latitante Lorenza Alagna (nella foto in basso) era chiamata con disprezzo "Sciacqualattuga" o "Pinokkia". Mentre per parlare di sé più volte il ricercato ha usato il nome di "Reparto".

La lettura dei pizzini avveniva nel bagno. Il sistema è stato scoperto dalla polizia mentre gli invii erano ancora in corso ed è stato però improvvisamente interrotto dal capomafia. Le lettere venivano spedite con l'indicazione di mittenti di comodo, con frequenza più o meno fissa, attese da Giovanna nella sua casa di via Piave, a eccezione dell'ultima, inviata a casa della sorella Bice e contenente la comunicazione del latitante della necessaria interruzione dell'intero flusso comunicativo.
In casa venivano inoltre registrati filmati con una telecamera usata da Giovanna per aggiornare il fratello sulle condizioni di salute della madre, sulle vicende relative ai familiari detenuti e sui rapporti con la figlia Lorenza Alagna. I filmati, trasferiti poi in mini dvd, venivano inviati al latitante molto probabilmente con le "operazioni Condor".
Proprio alla figlia Lorenza il boss è stato legato con un rapporto di amore e odio. "Mi serve un favore: a breve Sciacqualattuga darà una festa - scriveva alle sorelle il boss -: Stella (figlia di Bice Messina Denaro ndr) deve fotografare a Pinokkia diverse volte, voglio vedere se ha i regali del passato addosso, se li ha li metterà, se non li ha addosso è la prova certa che è stato tutto venduto, o per meglio dire svenduto".
La lettera è stata trovata dagli inquirenti in uno dei covi del latitante. "Poi mi servono le foto di tutti i parenti di quella che sono alla festa, tutti i vari cugini/e se ci sono amici di quella, oltre ai parenti. Stella deve fare fotografie a tutti, o anche filmino. Poi queste foto me le mandate. Bice non ti fare paranoie, tua figlia deve solo scattare foto a Pinokkia e ai parenti di quella, non deve uccidere nessuno, quindi dille che lo fa senza problemi".
Il boss scriveva che "a Pinokkia non si deve dare più niente. Non solo le cose mie, ma proprio nulla, nemmeno le cose che sono a casa di mamma, niente di niente. Spero di essere stato chiaro stavolta. Vi prego sbattetela fuori, ma non in modo tacito, le cose si comunicano per fare effetto. Chiamatela, deve essere sola senza il convivente, e le dite che non fa più parte della nostra famiglia, che non deve più venire e che non le farete vedere più mamma. Se in strada vi saluta risponderete, se non vi saluta non la saluterete. Poi concludete con questa frase: 'Ti sei scelta tu il tuo destino, non hai mai fatto parte di noi e non hai avuto l'onestà ed il coraggio di dircelo chiaramente. Oggi te lo diciamo noi, tu non sei più importante per nessuno della nostra famiglia, la nostra storia finisce qua'".


















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