Minuti di terrore alla Casa Bianca, dove Donald Trump ha trascorso l'intera giornata a lavorare con i suoi più stretti consiglieri all'accordo con l'Iran. Un ragazzo armato ha aperto il fuoco contro gli agenti dei servizi segreti in uno dei checkpoint vicino al perimetro dell'edificio presidenziale: nella sparatoria è rimasta ferita anche una persona che si trovava nei paraggi per caso e che ora è ricoverata in condizioni gravi.
L'assalitore è stato colpito dagli agenti ed è morto poco dopo in seguito alle ferite riportate. E' stato identificato nel 21enne Nasir Best, che aveva disturbi mentali ed era convinto di essere Gesù, ma anche Bin Laden, e sui social aveva espresso il desiderio di far del male al presidente Donald Trump. Era noto ai servizi segreti e aveva violato un precedente ordine giudiziario che gli imponeva di stare alla larga dalla Casa Bianca.

Armato, si è avvicinato invece al perimetro dell'edificio sul lato ovest ma non è entrato. L'allerta è scattata intorno alle 18: il ragazzo ha aperto il fuoco con una pistola contro una delle guardiole di sicurezza dove c'erano degli agenti. Sono stati sparati tra i 10 e i 20 colpi.

Trump era all'interno della Casa Bianca, che è andata in lockdown per tutta la durata dell'allarme. A neutralizzare Best sono stati gli agenti del servizio segreto, coadiuvati dall'Fbi. I giornalisti presenti alla Casa Bianca sono stati radunati nella briefing room. "Aveva precedenti di violenza e una possibile ossessione per l'edificio più sacro del nostro Paese", dice Trump.





















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