Il Catania (oggi) dà tutto, vince 2-1 con l’Ascoli, dopo essere stato in vantaggio 2-0 e avere sfiorato il terzo gol, ma viene eliminato. Rossazzurri fuori dai playoff, con una domanda aperta: come sarebbe andata se al Del Duca gli etnei avessero messo la stessa voglia e convinzione mostrata al Massimino?
Toscano per inseguire il miracolo si affida alle due punte: Caturano e Forte contemporaneamente in campo con D’Ausilio alle spalle, Pieraccini gioca al centro della difesa al posto di Miceli, Celli è il braccetto a sinistra. Tomei inserisce dall’inizio Milanese a centrocampo, Del Sole nel trio alle spalle della punta che è Chakir. Le due curve espongono lo stesso striscione prima dell’avvio della partita: “Per l’onore di Catania”.
Il Catania prova subito a pressare ma l’Ascoli come aveva fatto all’andata sa uscire palla al piede e giocarla sul palleggio. Troppa sicurezza però finisce per ritorcersi contro i bianconeri. Di Tacchio va in pressione su Vitale che su un retropassaggio riesce solo a toccare senza controllare, in agguato c’è Caturano che spedisce il pallone in rete: 1-0 dopo sette minuti.
L’Ascoli ha subito la possibilità di pareggiare ma Dini è bravo su D’Uffizi lanciato a rete dopo un errore di Ierardi. Il pubblico del Massimino si scalda e sostiene in questa fase dopo i fischi riservati agli etnei (Di Tacchio su tutti) nel riscaldamento: Casasola imbecca Forte che va alla conclusione da posizione defilata e manda fuori. Si lotta molto in mezzo al campo e questa volta il Catania non sta a guardare come all’andata ma si batte su ogni pallone.
L’Ascoli non rinuncia a proporsi in attacco e su una azione congegnata dai due esterni va vicino al pareggio: Alagna riceve da Guiebre e trova sulla sua strada ancora un ottimo Dini. L’esterno di sinistra è il più pericoloso dei bianconeri. Una sua azione di forza porta ad una conclusione che Dini manda in angolo. Il portiere si ripete poi su un colpo di testa di Milanese e su un tiro da fuori di Del Sole. Sono cinque gli interventi del portiere di cui due di ottima fattura.
Ma lì davanti il Catania oggi sa come far male. Rilancio lungo di Dini, la palla arriva a Caturano che serve Forte: il sinistro sull’uscita di Vitale dopo aver vinto un duello di fisico con Curado è chirurgico: 2-0. Il Massimino è una bolgia. I rossazzurri vanno al riposo sperando nel miracolo.
In tribuna, c’è anche Fortunato Varrà, ex ds del Potenza fra le altre, nell’ultimo anno nell’area della direzione sportiva del Napoli. Il rientro dagli spogliatoi è completamente diverso da ciò che era successo nel primo tempo: il Catania viene accolto dall’incoraggiamento del pubblico.
I rossazzurri ci credono e sfiorano il tris: D’Ausilio si lancia verso l’area avversaria, potrebbe servire Caturano sulla sua sinistra, ma va in azione personale concludendo di sinistro dopo un dribbling e mandando il pallone sull’esterno del palo. Poteva essere il gol che avrebbe riaperto definitivamente la doppia sfida. Anche Casasola ha una buona palla in area, ma non riesce a sfruttarla.
L’Ascoli in talune fasi è in affanno, sono più i palloni buttati via che quelli giocati in modo pulito. Celli, dopo aver contenuto Del Sole fa lo stesso con Silipo, entrato nella ripresa. Toscano inserisce Cicerelli per D'Ausilio e Bruzzaniti per Caturano. I rossazzurri premono, entra anche Lunetta, ma l’Ascoli si chiude al meglio e le occasioni sono poche, inoltre i marchigiani riescono a ripartire spinti come al solito da Guiebre: il pallone viene sospinto in avanti dall’esterno che poi serve Oviszach che mette dentro il 2-1 e manda in finale l'Ascoli (affronterà il Brescia, che ha battuto 2-0 la Salerniatana).
L’atmosfera al Massimino cambia completamente: bombe carta e fumogeni fanno fermare il gioco fin quasi al novantesimo. I successivi sei minuti di recupero, vissuti in un clima surreale, servono solo a mandare la sfida in archivio, così come una stagione vissuta per mesi da protagonisti e poi chiusa da tanti errori e moltissimi rimpianti, fra i fischi di un pubblico che aspetta da troppo tempo di gioire e invece ha dovuto subire la vergogna di Ascoli non mitigata dalla prestazione di oggi.
CATANIA-ASCOLI 2-1
CATANIA (3-4-1-2): Dini; Ierardi, Pieraccini, Celli; Casasola (37' st Raimo), Quaini, Di Tacchio, Donnarumma (37' st Lunetta); D'Ausilio (21' st Cicerelli), Caturano (27' st Bruzzaniti), Forte. In panchina: Bethers, Coco, Miceli, Allegretto, Cargnelutti, Corbari, Di Noia, Rolfini. Allenatore: Toscano.
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale; Alagna, Curado, Rizzo, Guiebre; Milanese (20' st Corradini), Damiani; Del Sole (1'st Silipo), Rizzo Pinna (20' st Gori), D'uffizi (30' st Oviszach); Chakir (30' st Ndoj). In panchina: Barosi, Dente, Pagliai, Zagari, Bando, Rama, Galuppini, Palazzino, Corazza. Allenatore: Tomei.
ARBITRO: Mazzoni di Prato.
RETI: 7' pt Caturano, 44' pt Forte; 38' st Oviszach.
NOTE: spettatori 19.460. Angoli 5-2. Recupero: 2'; 6'.


















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