E' stato sentito per ore dalla procuratrice dei minori di Palermo e da un'equipe di psicologi in una caserma dei carabinieri il dodicenne che ieri ha tentato di accoltellare un professore di tecnologia prima che cominciassero le lezioni, nell'istituto Enrico Fermi di San Vito Lo Capo. Davanti ai magistrati il ragazzo non ha mostrato alcun pentimento per il suo gesto che era stato programmato nei particolari nei giorni precedenti e annunciato, seppure con post solo allusivi, sul suo profilo Tik Tok.
Gli investigatori sono convinti che si stata una "strage sfiorata" e hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici in possesso dello studente. Il dodicenne venerdì mattina prima di entrare in classe si è cambiato in bagno, ha indossato un caschetto da bici su cui ha incastrato una telecamera go-pro con la quale ha fatto una diretta Telegram della tentata aggressione. Anche la diretta era stata annunciata su Tik Tok.
Smentita la tesi che dietro l'aggressione ci fosse una challenge social. E' certo, però, che alcuni dei contatti del 12enne, che in 24 ore ha raddoppiato i follower, fossero al corrente delle sue azioni. "E' un alunno un po' taciturno, ma socializzava coi suoi compagni, non c'erano segnali, assolutamente", spiega Alberto Ruggirello, preside della scuola. "Il ragazzo è arrivato con qualche minuto di ritardo. È andato in bagno. Si è cambiato, è andato in classe, ha aggredito il docente, che ha mostrato molta freddezza nell'affrontarlo e bloccarlo".
Secondo il professore assalito lo studente "è stato adescato. Voglio capire perché l'ha fatto. E' entrato in classe direttamente per aggredirmi. Non so se sono io la vittima o se lui voleva aggredire un professore qualunque. All'inizio ho pensato a uno scherzo, poi quando l'ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L'ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l'hanno disarmato. E' un ragazzo estremamente fragile, timido, che vive una situazione familiare estremamente particolare. Non ce l'ho con lui, Piuttosto sono preoccupato per lui". Il docente non crede che dietro il gesto ci sia un brutto voto. "Risale a tanti mesi fa e tra l'altro lui aveva recuperato".
"Le prime testimonianze - dice il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara - ci lasciano pensare che anche questo ragazzino sia stato spinto ad aggredire. E' quello che ho letto nei commenti sulle chat che questo ragazzo frequentava, lo invitavano proprio a uccidere. E' importante che i genitori ci aiutino. Non regalate il cellulare ai bambini. Spesso e volentieri capita a bambini di 6-7-8 anni che hanno il cellulare in mano e vengono lasciati soli".


















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