CALTANISSETTA - C'è anche il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto (Forza Italia) tra le 8 persone che hanno ricevuto l'avviso a comparire nell'ambito di un'inchiesta sul Cefpas. La squadra mobile di Caltanissetta ha eseguito perquisizioni nella sede del Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario. Da mesi la Procura indaga su presunte irregolarità, nepotismo e favoritismi nella gestione del Cefpas. Sul centro di formazione ha acceso un faro anche la commissione regionale antimafia.
Oltre che al deputato dell'Assemblea regionale siciliana, gli avvisi sono stati notificati a Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas, Giuseppe Capodieci, dirigente generale dall'Asp di Agrigento, Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, funzionari in servizio al Cefpas, Salvatore Enrico Giambelluca, medico in quiescenza, Pietro Tirone, legale rappresentante della Sice srl, e Vincenzo Raitano, funzionario regionale in pensione.
La Regione ha subito nominato come commissario straordinario Gianluigi Amico, dirigente e attuale segretario della giunta siciliana. Resterà in carica fino alla ricostituzione degli organi di amministrazione dell'ente.
Sanfilippo è indagato per corruzione: avrebbe "asservito le funzioni e i poteri connessi al suo ruolo agli interessi e comunque alle indicazioni del deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto", afferma la Procura. All'ex direttore l'accusa contesta "l'assegnazione dell'incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a Gioacchino Pontillo, uomo di fiducia dell'esponente politico; l'assegnazione, alla moglie di Gallo Afflitto, su richiesta di quest'ultimo, di quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo pieno e determinato al Cefpas; la sottoscrizione, su richiesta del deputato, di un accordo quadro fra il Cefpas e l'Asp di Agrigento che prevedeva la possibilità di avviare procedure di distacco del personale fra i due enti, in modo che la moglie del deputato regionale potesse lavorare ad Agrigento e l'affidamento dell'appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale a un operatore economico privo di competenze in materia, fratello di un alto prelato".
Sanfilippo è accusato anche di avere indotto Tirone, rappresentante legale della Sice srl, aggiudicataria dell'appalto per i "lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio del Cefpas per il periodo 2023 - 2027", a mettersi a completa disposizione del deputato regionale e l'assegnazione di vari incarichi al Cefpas di persone indicate da Gallo Afflitto.
Di contro, è la ricostruzione della Procura, Gallo Afflitto e Gioacchino Pontillo, dirigente che svolge l'incarico di esperto giuridico-amministrativo al Cefpas, avrebbero assicurato a Sanfilippo la nomina a direttore del Cefpas dal 31 marzo 2023 e per i successivi tre anni, "nonché il mantenimento di tale carica sin quando si fosse attenuto alle direttive impartite dal deputato regionale".
Il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio è contestato anche a Giuseppe Capodieci, dirigente generale dell'Asp di Agrigento, e a Vincenzo Raitano, funzionario regionale in quiescenza, in quanto membro della commissione di valutazione per l'assegnazione dell'incarico. Il reato di falso ideologico è contestato a Maria Luisa Zoda, funzionaria del Cefpas, e al medico in quiescenza Salvatore Enrico Giambelluca.
Le indagini sono state avviate nel giugno del 2023 e la richiesta di applicazione di misure cautelari personali è stata depositata al gip di Caltanissetta il 27 marzo 2026. Gli addebiti provvisori sui quali il gip dovrà decidere l'eventuale applicazione di misura cautelare, spiega la Procura di Caltanissetta, "riguardano una pluralità di condotte che attengono la gestione del Cefpas, ente strumentale della Regione Sicilia".
Tra i primi a commentare l'inchiesta c'è la Cgil, che chiede il commissariamento del Cepfas. "E' uno dei tanti casi di malagestione associata a un uso di un ente pubblico o a partecipazione pubblica a scopo di clientela e di voto di scambio. Ed è anche uno dei tanti casi di sottovalutazione o peggio colpevole accondiscendenza da parte della politica".
Per il deputato regionale del Partito democratico Nello Dipasquale emerge "un vero e proprio patto corruttivo sulla pelle della sanità siciliana. Assunzioni, favori, appalti. Quanto messo nero su bianco dalla Procura è un autentico trattato sul meccanismo malato che guida la sanità in Sicilia. Non si punta a migliorare il sistema, ad affrontarne i problemi, ma a sfruttare poltrone e incarichi per tornaconto elettorale e personale".















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