Al San Marco di Catania è stato eseguito per la prima volta un innovativo intervento di allungamento simultaneo di femore e tibia. A operare è stata l'équipe dell'Unità operativa di ortopedia e traumatologia guidata da Giulio Bruno.
La nuova tecnica di ricostruzione degli arti inferiori, eseguita pochissime volte nel Sud Italia, è mini-invasiva: con l'utilizzo di chiodi endomidollari magnetici, riduce i tempi chirurgici e favorisce un recupero funzionale più rapido. Il paziente, un 22enne, era affetto da dismetria congenita della gamba destra, con una differenza di lunghezza di sei centimetri rispetto alla gamba sinistra.
I due chiodi endomidollari impiantati nel femore e nella tibia assicurano un allungamento progressivo e millimetricamente controllato dell'osso attraverso un sistema di attivazione esterno, con garanzia di precisione durante tutto il percorso terapeutico.
La procedura - sottolinea l'azienda ospedaliera - rappresenta un'evoluzione significativa rispetto alle tecniche tradizionali. Fino a oggi, infatti, la correzione di deformità di questo tipo richiedeva generalmente due interventi chirurgici distinti e l'impiego di fissatori esterni circolari. Metodiche invasive per il paziente, aggravate da maggiore impatto psicologico, oltre che fisico, e da tempi di recupero più lunghi.































