"Mare senza frontiere" è una realtà inclusiva in forte espansione in Sicilia. Molti comuni costieri siciliani e le aziende sanitarie provinciali stanno adottando un modello virtuoso per abbattere le barriere architettoniche e garantire il diritto al bagno in sicurezza delle persone con disabilità fisiche e neuromotorie. In tutta l'isola si contano oltre 100 spiagge accessibili dotate di sedie Job e passerelle.
A Catania lidi attrezzati alla Plaia (Lido Azzurro), a San Giovanni Li Cuti e sul lungomare di Fondachello a Mascali. San Vito lo Capo, in provincia di Trapani, rimane uno dei poli d'eccellenza per l'accessibilità balneare integrata con personale di supporto.
In provincia di Messina a Brolo è stata potenziata la storica area attrezzata comunale sul litorale. A Ragusa, tra le prime ad attivare l’iniziativa, quest’anno spicca la storia di Giovanni (nella foto), un malato di Sla residente a Bagheria, costretto a percorrere quasi 200 km fino al ragusano per accedere al mare, a causa della mancanza di spiagge attrezzate e sicure a Palermo.
A fronte delle difficoltà riscontrate, la vicenda sottolinea l'efficacia del modello ragusano "Mare senza Frontiere" che offre ben 11 postazioni dotate di assistenza specializzata. Ma come funziona il servizio "Mare senza frontiere"? Innanzitutto con personale qualificato e assistenza in loco da parte di operatori socio-sanitari in fasce orarie stabilite (solitamente mattina 10:30-12:30 e pomeriggio 16:30-18:30).
Attrezzature specifiche con disponibilità gratuita di carrozzine speciali per la sabbia e il mare (sedie JOB o Sole Mare), camminamenti idonei fino alla battigia e spogliatoi accessibili.































