MESSINA - I finanzieri di Messina hanno sequestrato un patrimonio societario, mobiliare ed immobiliare, per un valore stimato di oltre mezzo milione di euro a un uomo condannato per ricettazione, truffa, furto, resistenza a pubblico ufficiale, calunnia, lesione personale e bancarotta fraudolenta.
Il vaglio reddituale ed economico-patrimoniale ha fatto emergere, secondo la Procura, che la pericolosità sociale dell'uomo si è dispiegata lungo gran parte della sua esistenza, attraverso manifestazioni criminali sistematiche, variegate e spesso connotate da condotte allarmanti, che gli hanno garantito l’accesso ad ingenti profitti illeciti.
Inoltre, nel corso degli anni ha eseguito operazioni immobiliari completamente sperequate rispetto alle fonti reddituali lecitamente percepite, a cui devono aggiungersi gli acquisti di autovetture di lusso, la costituzione di diverse compagini sociali, l’accensione di buoni postali e conti correnti bancari.
Le indagini hanno rilevato l’esistenza, secondo ipotesi d’accusa, di disponibilità di beni in misura sproporzionata rispetto a quelle lecitamente dichiarate, concludendo come il soggetto “sulla scorta del tenore di vita e delle condotte illecite reiteratamente tenute, avuto riguardo agli elementi reddituali e di fatto, viva abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”.
Nel corso dell’attività sono stati affidati ad un amministratore giudiziario 2 compendi aziendali, comprensivi dei relativi beni patrimoniali, 2 immobili e 5 rapporti finanziari, per un valore complessivo di stima pari a circa 515.000 euro.































