SOMMATINO (CALTANISSETTA) - E' coinvolto anche il sindaco dimissionario Salvatore Letizia nella rete di malaffare scoperta dai carabinieri all'interno del Comune di Sommatino, con richieste di denaro da parte dei politici ai danni di piccoli commercianti e la manipolazione delle procedure di affidamento dei grandi appalti pubblici.

L'inchiesta Scacco è stata avviata da carabinieri dopo l'atto intimidatorio subito la notte del 9 maggio 2024 dal sindaco pro tempore di Sommatino, quando qualcuno ha sparato diversi colpi d'arma da fuoco contro la sua auto. Le indagini hanno portato gli investigatori a scoperchiare il racket della sagra dell'agricoltura: il sindaco, la vice sindaca e l'assessore al Turismo pro tempore, abusando sistematicamente dei loro poteri istituzionali, si sarebbero presentati personalmente presso gli stand e le bancarelle, esigendo dai commercianti e dagli espositori il pagamento in contanti di somme variabili (da 40 a 150 euro al giorno) per garantire l'erogazione dell'energia elettrica e lo svolgimento dell'attività.
In caso di rifiuto i pubblici ufficiali avrebbero prospettato il distacco della corrente elettrica e, implicitamente, ritorsioni o ostacoli futuri nell'organizzazione di successive manifestazioni. In un caso specifico i titolari di un ristorante locale sarebbero stati costretti a erogare pasti gratuiti per gli amministratori e i loro nuclei familiari in sostituzione della somma in denaro. Il giro di contanti illecitamente accumulato nel corso della manifestazione si aggira, da una prima stima, intorno agli 11.000 euro.
Il secondo e corposo filone investigativo ha invece svelato la presunta gestione illecita del settore dei lavori pubblici del medesimo Comune, che ruotava attorno alla figura del responsabile pro tempore dell'area tecnica. Per i lavori di consolidamento del costone roccioso di contrada Sant’Anna il geometra comunale avrebbe tentato di indurre un imprenditore edile di Sommatino a versare una maxi-tangente da 50.000 euro a fronte di un appalto complessivo di oltre 981.000 euro. Il reato non si è consumato unicamente per il rifiuto di un imprenditore, tra l’altro destinatario di misura interdittiva per altro reato, che ha ritenuto la richiesta economica eccessiva.
Per l'appalto per la realizzazione di un asilo nido lo stesso funzionario avrebbe incassato (o accettato la promessa di) una tangente di 5.000 euro per favorire l'affidamento diretto dei lavori - del valore complessivo di oltre 757.000 euro - a una ditta formalmente intestata alla moglie del citato imprenditore di Sommatino, violando i principi costituzionali di buon andamento, trasparenza e libera concorrenza.
È inoltre emerso che il dipendente pubblico, nel corso del 2024, avrebbe ricevuto da due privati cittadini (anche loro destinatari di misura interdittiva), un telefono cellulare di ultima generazione (del valore di circa 1.800 euro), un personal computer e somme di denaro contante non inferiori a 4.500 euro, quale "compenso" per il disbrigo di ordinarie pratiche amministrative di loro interesse.
Il gip ha inoltre riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza su un presunto accordo corruttivo tra il sindaco, il responsabile dell'ufficio tecnico e un professionista esterno (operante in qualità di progettista e direttore dei lavori). I tre indagati avrebbero ricevuto una tangente complessiva di 45.000 euro (suddivisa in quote uguali da 15.000 euro ciascuno) da un imprenditore dell’Agrigentino per l'affidamento diretto di due distinti lotti di lavori da eseguire presso la Villa Garibaldi di Sommatino, nonché la promessa di un ulteriore affidamento per i lavori di adeguamento del cimitero comunale.
Sono quindi scattate misure cautelari nei confronti di sei indagati. Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari per il sindaco e l'imprenditore di Favara Diego Caramazza; la sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio per un anno del dipendente comunale Roberto Alotta; il divieto di esercitare la professione di architetto e di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno per Calogero Vendra, il divieto di esercitare l'attività di impresa nel settore edilizio per un anno per Luigi Pulci e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di 12 mesi per Lorenzo Pulci.
Nei confronti di altri due indagati per concussione, la vice sindaca Mariangela Castellano e l'assessore Jean Pierre Rumeo, il gip ha condiviso i gravi indizi di colpevolezza ma non applicato alcuna misura alla luce delle loro dimissioni. Nei confronti del sindaco è stato disposto il sequestro preventivo di 15.000 euro che avrebbe ricevuto da Caramazza.































