Nell'indagine sull'escalation di attentati del racket delle estorsioni a Palermo che ha portato al fermo di 22 persone c'è anche il tentativo di estorsione a Tommaso Dragotto, nella sede della Sicily by Car di Carini. Gli autori dell'attentato all'imprenditore sarebbero Salvatore Verga, che avrebbe dato ordini dal carcere agli esecutori materiali, Rosario Piazza e Baldassare Rizzuto.
"Dm prenditi questo impegno fra", scriveva Verga. "Prenditi ki vuoi. L'importante ke bruciaaa tuttooo", scriveva in un messaggio Whatsapp. L'uomo che aveva incaricato di compiere gli attentati aveva salvato il suo numero in rubrica con l'emoticon di due bombe. Gli accertamenti sul telefonino di Piazza hanno permesso di accertare come Verga abbia commissionato l'esecuzione dei danneggiamenti; il reclutamento del complice, Rizzuto; la commissione del furto dell'auto usata per raggiungere i luoghi delle intimidazioni alla Sicily by Car. Sempre l'analisi dei messaggi ha permesso di scoprire che Verga pagò Piazza e Rizzuto per l'incarico portato a termine.
La cifra pattuita con chi materialmente portava a termine atti intimidatori era di 400 euro. Questa la somma pagata a Gian Mattia Celestino per l'incendio del distributore Eni di Capaci mentre al suo accompagnatore sono andati 100 euro, 400 euro ciascuno a Rosario Piazza e Baldassare Rizzuto per l'incendio della sede di rivendita di auto usate della compagnia di autonoleggio Sicily by car a Villagrazia di Carini.
A chi rubava un'automobile che serviva per compiere un attentato intimidatorio andavano 200 euro. A volte le cifre erano considerate non congrue da chi aveva svolto l'attentato e nelle chat Whattsapp tra gli indagati si susseguivano discussioni tra chi aveva dato l'incarico e chi lo aveva eseguito. Le intercettazioni costituiscono l'ossatura dell'inchiesta e svelano i retroscena degli attentati.































