PALERMO - "Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata in prefettura a Palermo per la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ribadendo il ringraziamento a magistratura e forze dell'ordine per l'operazione contro la banda dei kalashnikov.
"Sappiamo bene - ha affermato - cosa è accaduto in alcune zone di questa città, in particolare nelle periferie nord-ovest, in diversi comuni della fascia costiera, da Isola delle Femmine a Capaci e Carini: le raffiche di kalashnikov, le intimidazioni a commercianti e imprenditori, le taniche di benzina date alle fiamme per terrorizzare i cittadini, sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare".

Meloni ha sottolineanto che "il comitato dovrà trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un'operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio, a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le forze di polizia, ma forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell'esercito in operazioni congiunte".
La premier ha quindi ricordato che "il prefetto Mariani ha disposto l'istituzione delle zone rosse a Sferracavallo e allo Zen, i quartieri più esposti a questi fenomeni. Il ministro Piantedosi ha assegnato 90 agenti in più per il controllo del territorio. Sono unità che si sommano alle 850 già destinate a quest'area dal 2025 a oggi. Ai 9 milioni di euro già assegnati a Palermo e ai comuni dell'area metropolitana se ne aggiungeranno altri 6. Infine partirà tra poco la sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle zone della città più a rischio: telecamere gestite direttamente dalla squadra mobile per prevenire e reprimere reati".

La premier ha voluto rendere omaggio, deponendo un mazzo di fiori, alla stele dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, lungo l'autostrada A29, in prossimità di Capaci, nel luogo della strage del 23 maggio 1992.

Meloni si è spostata poi al Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per la cerimonia dedicata alla Fiat Croma sulla quale viaggiavano il magistrato ucciso e la moglie. Tra gli invitati anche l'imprenditore Tommaso Dragotto recentemente vittima di attentati estorsivi e l'ex calciatore del Palermo Fabrizio Miccoli.

"Questa Fiat Croma è l'ultimo luogo che Giovanni Falcone e Francesca Morvillo hanno condiviso - ha detto Meloni -. E mi piace pensare che, nonostante fossero consapevoli del rischio che correvano, stessero parlando, scherzando, pensando a cosa fare l'indomani. Cose normali, abitudini di sempre, perché oggi sono degli eroi ma erano persone normali, si comportavano come persone normali. Non si atteggiavano da idoli, erano solo persone perbene che facevano la loro parte al meglio delle loro possibilità".
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino secondo la premier erano "due uomini, due amici, due persone con una vita accomunata anche nel loro destino terribile: hanno conosciuto solitudine e isolamento, alimentati talvolta persino da chi avrebbe dovuto aiutarli e sostenerli. Ma, come dimostrano anche le più recenti indagini della Procura di Caltanissetta, emerse anche grazie al lavoro della Commissione antimafia, chi ha tramato nell'ombra è stato sconfitto".































