La medicina non è fatta solo di diagnosi e terapie farmacologiche, ma anche di ascolto e comprensione delle fragilità sociali. È questo il filo conduttore che ha accompagnato la presentazione a Villa Magnisi (sede dell’Ordine dei medici di Palermo) del nuovo romanzo del medico pediatra ed ematologo Giovan Battista Ruffo, intitolato "La cura sbagliata. Quando l'amore fa male".
La narrazione si sviluppa nella Palermo di metà settembre scossa da una chiamata al 118 nel cuore di Ballarò. Vanessa Filippone, stimata mediatrice culturale che lavora con giovani immigrati dello storico mercato, viene trovata barbaramente assassinata nella sua cucina. A dare l’allarme è il figlio quattordicenne Antonio, ancora sotto shock e già segnato dalla morte del fratello maggiore. Forze dell’ordine, giornalisti, opinione pubblica individuano subito il colpevole perfetto: un giovanissimo immigrato nigeriano incastrato dalle telecamere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Per tutti il caso è chiuso, ma non per Marco Rossi, brillante e acclamato medico pediatra, che viene trascinato nel caso dall’amica di vecchia data Francesca Giannone, giudice minorile palermitana incaricata di seguire il delicato caso di Antonio. Abituato a decifrare situazioni cliniche complesse, il medico intuisce che le ombre si nascondono all'interno del nucleo familiare. Inizia così una personale e ostinata indagine scientifica che si sposta dalle strade ai segreti custoditi nelle































