PALERMO - Il governo Schifani ha approvato il disegno di legge relativo al Rendiconto generale della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2022. Il documento ha già ottenuto il parere positivo da parte del Collegio dei revisori dei conti e sarà trasmesso all'Assemblea regionale siciliana per l'approvazione definitiva. Il via libera da parte dell'Ars renderà immediatamente disponibili sul bilancio di previsione 2026 ulteriori 264 milioni di euro, precedentemente accantonati per il ripiano del disavanzo.
L'approvazione del disegno di legge segue quella dei provvedimenti omologhi relativi al rendiconto del 2020, deliberato il 30 giugno scorso, e del rendiconto 2021, approvato l' 8 luglio. Si tratta di un ulteriore passaggio nel percorso avviato dal governo regionale per riallineare il ciclo dei documenti contabili, in attuazione delle prescrizioni formulate dalla Corte dei conti in sede di giudizio di parifica.
"In questi anni abbiamo amministrato una Sicilia che si confrontava con alcune criticità ereditate nel tempo, tra cui fragilità finanziarie, ritardi amministrativi, opere da completare ed esigenze strutturali ancora aperte. Non abbiamo inseguito il consenso con provvedimenti estemporanei. Abbiamo preferito affrontare questioni la cui soluzione, la Sicilia, attendeva da troppo tempo. Naturalmente nessuno può sostenere che tutti i problemi siano stati risolti. Restano criticità, servizi da migliorare, infrastrutture da completare e riforme da portare a termine. Ma sarebbe altrettanto ingiusto non riconoscere quanto la Sicilia sia cambiata", ha detto all'Ars Schifani, nella relazione sullo stato di attuazione del programma.
"Quanto alle vicende che riguardano singoli deputati - ha aggiunto Schifani - esse appartengono alla sfera della responsabilità penale personale, che la nostra Costituzione considera individuale, e non possono essere automaticamente estese all'azione del governo o della maggioranza che lo sostiene. Continuerò a perseguire con determinazione ogni obiettivo di legalità, trasparenza e buon governo, senza alcuna indulgenza verso comportamenti illeciti, ma anche senza mai rinunciare ai principi di civiltà giuridica che la Costituzione pone a tutela di ogni cittadino. Il garantismo non è debolezza verso chi sbaglia: è forza dello Stato di diritto".
Non sono mancate le critiche delle opposizioni. "Il bollettino Agenas sulle liste d'attesa pubblicato oggi ci consegna il solito quadro a tinte fosche per la Sicilia che era e resta il fanalino di coda tra le regioni italiane per le liste d'attesa - dicono il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo e Antonella Russo, componente della segreteria regionale con delega alla Sanità - Appena un paio di righe, su un tema così spinoso come le liste da parte di Schifani nella sua relazione sono la testimonianza del fallimento suo e del suo governo in tema di servizi sanitari".
Ancora più duri i toni dei deputati regionali Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro del gruppo Controcorrente all'Ars: "Abbiamo sentito una relazione di Schifani lunga e che parla di una Sicilia che non esiste. Oggi abbiamo avuto l'impressione che Schifani è un Peter Pan, uno che vive in un'Isola che appunto non c'è. Ha toccato punti critici e ci ha trattato proprio come i bimbi sperduti, gente pronta a credere ad ogni sua parola. Ma la verità è un'altra, per questo abbiamo portato in aula non parole come ha fatto lui ma dati e fatti che hanno smontato punto per punto. Chiaramente il presidente non è lucido, perché uno che dice che la Sicilia va a gonfie vele vuol dire solo che non ha più il giusto distacco tra la sua poltrona e la realtà che vivono tutti i siciliani quotidianamente".




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