AGRIGENTO - Notte di fuoco fra Siculiana, Realmonte e Agrigento. Un vasto fronte ha devastato la riserva naturale di Torre Salsa, all'altezza dell'ingresso Pantano, in territorio di Siculiana, dove le fiamme hanno minacciato alcune case, fino al centro abitato. L'incendio, a quanto pare, è partito da monte Mele e in un unico fronte ha devastato anche le campagne di Realmonte e Agrigento. "La riserva - dice il sindaco di Siculiana Peppe Zambito - rappresenta una ricchezza di biodiversità che episodi di questo tipo rischiano di mettere in grave crisi, con danno immenso al nostro patrimonio naturalistico".
Torna invece sotto controllo la situazione a Santo Stefano Quisquina dove ieri è divampato un incendio di vaste proporzioni. Le persone che erano state fatte evacuare, oltre 100, sono rientrate nelle loro case. Nell'area ci sono però ancora cinque fronti attivi: a San Calogero, a Serra Quisquina, a Stagnataro, a Gargiuffe e a Pioppo. Due operatori della protezione civile di Siculiana sono rimasti leggermente intossicati durante le operazioni di spegnimento: uno di loro è stato portato in ambulanza all'ospedale di Corleone.
"Ancora non è possibile fare una stima degli ettari andati in fumo e dei danni che imprenditori e cittadini hanno subito - afferma il sindaco Francesco Cacciatore -, sappiamo però che ci sono aziende zootecniche gravemente danneggiate".
Disperato anche Milko Cinà, sindaco di Bivona, dove soltanto oggi, dopo quasi 3 giorni, la situazione è tornata sotto controllo: "Distrutti 750 ettari di territorio, tra boschi e coltivazioni. Agricoltori e allevatori hanno avuto danni pesantissimi. Nel pomeriggio delibereremo la richiesta di stato di calamità che invieremo al presidente della Regione".
Stessa delibera farà, nelle prossime ore, anche Santo Stefano Quisquina. "Le nostre montagne sono ferite ma non sono sconfitte - dicono, con voce unica, i sindaci Cinà e Francesco Cacciatore - . Sapremo restituire loro la bellezza che il fuoco ha cercato di portarci via".































