L’estate porta con sé una serie di lavori di manutenzione domestica, giardinaggio e attività all'aperto, ma si trascina dietro anche un sensibile aumento del rischio di intossicazioni e avvelenamenti accidentali tra le mura di casa.
Molti di questi incidenti sono legati all'utilizzo disattento di sostanze chimiche aggressive o al travaso di liquidi tossici in contenitori non originali.
L’ultimo grave episodio registrato in Sicilia riaccende i riflettori sull’importanza della prevenzione e, al contempo, sulla efficienza della rete d’emergenza regionale.
Nei giorni scorsi, un giovane è arrivato in condizioni critiche all'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani dopo aver accidentalmente ingerito un ancorante chimico, un prodotto comunemente usato nei lavori di bricolage e fissaggio edile.
La vita del giovane è stata salvata grazie a una tempestiva collaborazione tra le province siciliane: l’ospedale di Trapani segnala la necessità assoluta del fomepizolo, un farmaco antidotico specifico, essenziale per bloccare gli effetti tossici di queste sostanze, il servizio antiveleni
dell'Asp di Agrigento, che ha sede presso la farmacia dell'ospedale San Giovanni di Dio ed è diretto da Giuseppe Bellavia, attiva la dirigente farmacista reperibile Valeria Ciotta, l'antidoto viene spedito e somministrato in tempi record, rappresentando l'elemento determinante per salvaguardare la vita del ragazzo.
Questo intervento, coordinato operativamente da Valeria Pizzimenti, conferma il servizio antiveleni di Agrigento come punto di riferimento strategico per tutto il Mezzogiorno, sempre più sollecitato anche da strutture sanitarie di altre province e regioni (nella foto da sinistra, Valeria Pizzimenti, Valeria Ciotta e Giuseppe Bellavia).
I dati dei centri antiveleni mostrano che nei mesi caldi l'esposizione a sostanze nocive si diversifica notevolmente. Tra i pericoli principali all'interno delle nostre case e nei giardini troviamo solventi e ancoranti: utilizzati per il fai-da-te, possono causare gravi lesioni interne se ingeriti o inalati in ambienti chiusi.
Liquidi per radiatori: impiegati nella manutenzione dell'auto prima delle partenze estive, contengono glicoli altamente tossici. Insetticidi e pesticidi: usati per la cura delle piante o per eliminare zanzare e parassiti, richiedono massima cautela nell'erogazione. Prodotti per piscine: i correttori di cloro e pH sono acidi o basi forti che possono causare ustioni chimiche o esalazioni tossiche.
Assicurare la disponibilità e la rapida distribuzione di antidoti essenziali è fondamentale, ma la prevenzione rimane la prima barriera protettiva contro gli incidenti tossicologici in ambito domestico e lavorativo.
Gli esperti raccomandano quattro comportamenti fondamentali:
1. No assoluto ai travasi: non spostare mai detergenti, acidi, solventi o carburanti in contenitori anonimi o, peggio, in bottiglie originariamente destinate ad acqua, bibite o succhi di frutta.
2. Etichette ben visibili: conservare i prodotti sempre nei loro flaconi originali, mantenendo integre le etichette con i simboli di pericolo e le istruzioni di primo soccorso.
3. Luoghi sicuri e separati: tenere la chimica domestica fuori dalla portata dei bambini, preferibilmente in armadietti chiusi a chiave, e tassativamente separata dalle scorte alimentari.
4. Uso di protezioni: indossare guanti, occhiali protettivi o mascherine quando si maneggiano resine o vernici, assicurandosi di aerare a fondo i locali durante e dopo l'uso.
In caso di sospetta ingestione o inalazione di sostanze tossiche, le linee guida mediche ricordano di non indurre mai il vomito (azione che potrebbe raddoppiare le lesioni alle mucose esofagee) e di contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 o il centro antiveleni, tenendo a portata di mano la confezione del prodotto per comunicare l'esatta composizione chimica ai medici.































