CATANIA - Nuova fase parossistica sull'Etna. L'ampiezza del tremore vulcanico è risalita, posizionandosi su valori alti che hanno dato vita a fontane di fuoco nella zona sommitale e all'apertura di una frattura eruttiva a una quota più bassa sotto l'orlo di Piano delle Concazze nella Valle del Leone, a una quota di circa 2.700 metri.
Continua l'attività stromboliana dal cratere Voragine, che produce un'effusione lavica che si riversa all'interno del cratere di Nord Est ed una emissione di cenere che si propaga in direzione Sud-Ovest. Si segnala infine una ricaduta di cenere nella zona di Monte Denza.

Il vulcano sembrava essersi placato dopo l'eruzione partita nella notte tra mercoledì e giovedì come attività stromboliana dal cratere Voragine, per poi passare a fontane di lava, con l'emissione di brandelli di magma incandescente nella zona sommitale del vulcano. In poche ore il fenomeno si è poi concluso.
Dal vulcano si è alzata una colonna di cenere alta 7 chilometri in direzione nord-ovest. L'Ingv ha emesso un avviso per l'aviazione (il Vona) di massima allerta, ovvero di colore rosso. Sull'Etna è stato chiuso a scopo precauzionale uno spazio aereo, ma l'attività dell'aeroporto di Catania non si è fermata.

L'eruzione ha interrotto momentaneamente i test che da un mese un team di studiosi stanno effettuando con il Rover Etna, realizzato per il progetto 'Universalcomotion System' dell'Agenzia spaziale italiana e condotto insieme a un team industriale di grandi, piccole e medie imprese università ed enti di ricerca. "Può sembrare curioso, ma l'Etna è uno dei luoghi migliori per preparare le missioni spaziali - dice Giuseppe D'Amore, responsabile settore progetti di sviluppo tecnologico dell'Asi -. I suoi terreni ricchi di rocce e superfici irregolari ricordano per molti aspetti quello che è il paesaggio lunare. E' il posto ideale per mettere alla prova le tecnologie sviluppate all'interno di questi programmi e comprendere se la strada intrapresa è quella giusta".
L'obiettivo del programma "è quello di sviluppare tecnologie nel dominio della robotica e dell'intelligenza artificiale in uno scenario unico come quello messo a disposizione dal monte Etna. All'interno di questo programma abbiamo realizzato il Rover Etna, che è un vero e proprio concentrato di tecnologia, un ecosistema di innovazione".
"Il nostro rover - evidenzia D'Amore - non sarà in grado solamente di muoversi ricevendo dei comandi da un centro di controllo, ma sarà in grado di farlo in autonomia. L'Etna fornisce uno scenario unico a livello europeo, se non mondiale: le caratteristiche geofisiche del terreno, la conformità delle rocce, le pendenze messe a disposizione ci permettono di replicare quella che è la situazione che si troverebbe laddove si operasse sulla Luna".
































