Un eccezionale intervento di chirurgia neonatale ha salvato la vita a un neonato a Palermo. Il piccolo, nato in un altro ospedale della città, è stato trasferito d'urgenza al Policlinico con il sospetto di atresia esofagea, una grave malformazione congenita che impedisce il normale passaggio del cibo e della saliva verso lo stomaco.
Grazie a una complessa operazione di squadra che ha unito gli specialisti del Policlinico (Chirurgia pediatrica, Neonatologia e Terapia intensiva) e la Cardiochirurgia pediatrica del Civico, il neonato è ora fuori pericolo e ha ricominciato ad alimentarsi da solo.
Ma che cosa è l'atresia esofagea? Per capire la gravità della situazione basti pensare che l'esofago, il tubo che collega la bocca allo stomaco, nei bambini nati con questa patologia è interrotto. Esistono diverse varianti di questa anomalia, classificate in medicina con le lettere da A a E.

Nel caso del neonato di Palermo, si tratta con ogni probabilità della variante più comune ma estremamente delicata: l'atresia di Tipo C (che da sola rappresenta l'86% dei casi totali). In questa specifica conformazione, la parte superiore dell'esofago termina a fondo cieco, mentre la parte inferiore, quella collegata allo stomaco, è unita alla trachea da un canalino anomalo (chiamato fistola).
Ciò significa che i liquidi non possono scendere, mentre l'aria entra direttamente nell'apparato digerente, mettendo a serio rischio i polmoni. Una complicazione rarissima: il cuore "stringeva" i polmoni e ciò che ha reso l'intervento eseguito a Palermo un vero miracolo della medicina non è stata solo l'atresia, ma una seconda rarissima complicanza cardiovascolare scoperta dai medici durante la fase di preparazione.
Il neonato presentava un anello vascolare completo: una malformazione dei grandi vasi sanguigni del cuore che si erano sviluppati formando un cerchio stretto attorno alla trachea e all'esofago, comprimendoli e "strozzandoli". La pianificazione dell'intervento ha richiesto una strategia chirurgica combinata e simultanea.

Mentre l'equipe di Chirurgia pediatrica del Policlinico si è occupata di ricostruire la normale continuità dell'esofago e chiudere la comunicazione anomala con le vie aeree, i cardiochirurghi pediatrici del Civico sono intervenuti per "aprire" l'anello vascolare, liberando la trachea dalla pericolosa pressione dei vasi sanguigni.
Dopo il lunghissimo e delicato intervento e il successivo monitoraggio in Terapia intensiva neonatale, il piccolo ha risposto benissimo alle cure. Ha progressivamente recuperato la capacità di succhiare dal poppatoio autonomamente ed è stato finalmente dimesso in buone condizioni cliniche tra l'abbraccio dei genitori.































