MESSINA - E' stato individuato il corpo di uno dei sei dispersi sotto le macerie della palazzina crollata ieri pomeriggio a Messina nel quartiere Pistunina. Si tratta dell'imprenditore Carmelo Leone.

I vigili del fuoco hanno recuperato il corpo, che si trovava incastrato sotto un solaio, e stanno proseguendo nella ricerca degli altri 5 dispersi: le sorelle di Leone, Sara e Rosa, il marito di quest'ultima Santino Magazzù, e un domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. La quinta dispersa è una commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano, la messinese Alessandra Frazzica.
Quella dei Leone è una famiglia molto nota in città. Il capostipite, Giuseppe, aveva fatto costruire la palazzina negli anni 80 e vi aveva realizzato un negozio di elettrodomestici. Nell'attività di famiglia erano impegnati anche i figli Carmelo, Sara e Rosa, mentre il marito di Rosa, Santino, ormai in pensione, è stato macchinista delle ferrovie. La ditta Leone ha chiuso all'inizio degli anni Duemila e parte della struttura è stata divisa in due grandi locali: un supermercato, chiuso ormai da mesi e in ristrutturazione, e il negozio in cui lavorava la più giovane dei dispersi.
Clelia Magazzù, figlia di Rosa e Santino, ha lanciato un appello via social: "Per piacere non chiamateli per non scaricare i loro cellulari, servono per le ricerche".
Le ricerche dei dispersi sono continuate tutta la notte. I soccorritori hanno lavorato senza sosta, anche se le operazioni sono rese più difficili da un incendio che cova sotto le macerie accumulando calore e gas infiammabili in assenza di aria. Lo scavo da parte dei vigili del fuoco rompe il confinamento: l'ingresso improvviso di ossigeno rischia di innescare una reazione immediata dei gas surriscaldati, trasformando la combustione latente in un'esplosione di fiamme dirette.
"Fino all'ultimo pensavo di morire, anche perché ho respirato pure la polvere, il pulviscolo, quindi non sapevo neanche, non stavo respirando aria in quel momento", racconta il 26enne Davide Lambiate, uno dei tre feriti. Il ragazzo era al suo terzo giorno di prova come commesso in un bazar cinese. Ha riportato un trauma cranico minore e diverse contusioni, mentre gli altri feriti, operai che lavoravano al piano terra, uno è stato dimesso e l'altro attesa di intervento chirurgico per una frattura al naso.
Le cause del crollo devono ancora essere accertate, ma l'ipotesi sempre più accreditata è quella di un cedimento strutturale. Uno dei pilastri, distrutto, dell'edificio crollato è stato isolato dai vigili del fuoco e conservato in un cassone. Sarà sottoposto a esami per verificarne la struttura portante.
"E' ancora prematuro parlare di cause - ha osservato il comandante dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio -, è un crollo molto grave e questo ci induce ad approfondire prima di fare altre ipotesi rispetto alle due iniziali, quella di un cedimento strutturale e quello di uno scoppio o di una esplosione. Il boato si può confondere con quello del crollo".
"Abbiamo squadre Usar - ha osservato Burgio - specializzate nella ricerca sotto le macerie che stanno operando anche con i cinofili. In questo momento non si sentono voci, i tempi sono lontani dalle fatidiche 36 ore che segnano la caduta della probabilità del profilo di vita. Ma c'è un incendio in corso che rende tutto più complicato".































