MESSINA - Proseguono le ricerche dei dispersi nella zona sud di Messina dove giovedì è crollata una palazzina. Ancora non sono stati trovati una donna e due uomini: restano sotto le macerie Sara Leone, il cognato Santino Magazzú e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya. Tutti e tre erano negli appartamenti all'ultimo piano della palazzina al momento del crollo.

Ieri erano stati recuperati i corpi senza vita di Rosa Leone (nella foto in basso) e della 21enne Alessandra Frazzica (nella foto in alto), che lavorava come commessa nel negozio cinese al piano inferiore. Il giorno precedente era stato tirato fuori dalle macerie il cadavere dell'imprenditore Carmelo Leone, proprietario dell'immobile.

Al lavoro ci sono oltre settanta vigili del fuoco. "Le idee sono abbastanza chiare e quindi pensiamo di arrivare all'obiettivo - dice l'ingegnere Agostino Fama, funzionario dei vigili del fuoco -, però ovviamente c'è tanto materiale che dobbiamo togliere con estrema attenzione per cercare di non alterare le condizioni. Un nostro collega è uscito in barella, ha avuto un malore ma ora sta meglio, ovviamente le temperature incidono".
"Ci stiamo avvicinando sempre di più e ci sono sempre piu indizi che lo confermano - ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio -. La strategia è sempre quella dei due fronti di scavo che avanzano l'uno verso l'altro, quindi naturalmente restringendosi il campo e le dimensioni dello spazio di ricerca aumentano le probabilità di ritrovare i dispersi".
La Procura intanto ha iscritto nel fascicolo dell'inchiesta tre indagati, ai quali è arrivata un'informazione di garanzia con invito a comparire per essere interrogate all'inizio della prossima settimana. Si tratta di Alessandro Panarello, Pasquale D'Alì e dell'ingegnere Pietro Leone.
Panarello è il commerciante che aveva preso in affitto dalla famiglia Leone l'intero piano terra dell'edificio per la realizzazione di una macelleria. L'imprenditore aveva commissionato i lavori di ristrutturazione dei locali alla ditta di Pasquale D'Alì. Leone era il direttore dei lavori ed è parente della famiglia proprietaria dello stabile. Nel fascicolo aperto dalla Procura, oltre al disastro colposo, è stato aggiunto il reato di omicidio colposo.































