È morto Francesco Guccini, uno dei cantautori più noti in Italia. Si è spento a 86 anni a Pavana, in provincia di Pistoia. Era nato a Modena, durante la sua lunga carriera ha pubblicato oltre venti album, è stato anche scrittore e occasionalmente attore, autore di colonne sonore e di fumetti. Molto impegnati sul piano politico e sociale, i testi dei suoi brani sono spesso considerati componimenti poetici.

Guccini ha vissuto maggior parte dell'infanzia sull'Appenino tosco-emiliano. Ha fatto l'insegnante per una vita ma anche il giovane cronista alla Gazzetta di Modena e il pubblicitario, nel mondo della musica ci è entrato con atteggiamento riluttante prima come autore, per Caterina Caselli e soprattutto per i gruppi Beat, Equipe 84 e Nomadi, che hanno portato al successo "Auschwitz", "Per fare un uomo", "Dio è morto", "Noi non ci saremo".
Dagli anni 70 si è trasferito a Bologna, è diventato uno dei personaggi più amati e ascoltati della stagione dell'impegno, il cantautore con l'eskimo, nei suoi concerti la musica e le canzoni si mescolavano con monologhi e accenti del miglior cabaret. Sono tante le sue canzoni che sono diventate degli inni collettivi: "La locomotiva", "Piccola città", "Il vecchio e il bambino", "Vedi cara", "Incontro", "Autogrill", "Canzone per un amica", "Cirano", "L'avvelenata".

Molti i riferimenti culturali nella sua musica e scrittura che vanno dalla poesia italiana a Borges, da Dylan e la poetica Beat alla Bibbia e Procopio di Cesarea, da Cervantes a Dumas a Barthes. Nel 2012, dopo aver pubblicato "L'ultima Thule", Guccini aveva annunciato il suo ritiro dalla scena musicale attiva: niente più dischi e concerti per dedicarsi alla scrittura.
I funerali si svolgeranno in forma privata nei prossimi giorni, quindi ci sarà una cerimonia commemorativa a settembre. L'addio di Guccini è stato sottolineato anche nell'aula della Camera con un applauso. Quando la capogruppo del Pd Chiara Braga ha annunciato visibilmente commossa che "ci ha lasciato Francesco Guccini", si è levato un lungo applauso nell'emiciclo di Montecitorio. "Un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo", ha detto Braga proponendo a settembre un momento in ricordo del "maestro" in aula.































