CALTANISSETTA - "Siamo impietriti e annichiliti da un dolore inaspettato e profondissimo". Marina Castiglione, madre del regista nisseno di 29 anni Cristiano Giamporcaro morto sabato durante un'immersione nelle acque di Lampedusa, cerca di spiegare il dolore della famiglia dopo avere dato l'ultimo saluto al figlio.
"Abbiamo poche notizie, quelle che ci sono state date dalla capitaneria all'interno dell'obitorio - racconta la professoressa dell'università di Palermo ed ex vicesindaca di Caltanissetta -, sappiamo che Cristiano era a 20 metri dalla battigia. Era sempre prudentissimo, aveva cominciato ad andare sott'acqua quando aveva 8 anni e non faceva mai attività che potessero mettere in pericolo lui o gli altri".
L'autopsia sarà eseguita domani all'ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento. Ci sono due turisti indagati per omicidio nautico: un 72enne e una 69enne, entrambi di Roma. Secondo quanto riferito dalla madre, poco prima dell'incidente la fidanzata del ventinovenne aveva fatto il bagno assieme a lui. "Poco dopo - aggiunge - è passato un motoscafo a forte velocità e lei non ha visto più riemergere Cristiano. Ha cominciato a gridare. Sono riusciti a recuperarlo soltanto dopo tre ore. Aveva regolarmente la boa, era segnalato, ma non è stato sufficiente".

Sulla dinamica indaga la Procura di Agrigento. "Non so chi siano i due turisti - sottolinea Marina Castiglione - e non riguarda noi avere questo genere di informazioni. Ci penserà la Procura", afferma Castiglione. "Cristiano era un'anima rispettosa della natura e delle persone, quello che ci affligge è che questo stesso rispetto non c'è stato da parte di chi si stava divertendo. Questa situazione va affrontata perché il mare non è soltanto il lucro dei balneari, il divertimento di chi prende un gommone in affitto e chi lo guida senza neanche sapere usare un motorino. E non si può consentire che una persona che sta facendo un'attività rispettosa muoia così. Non è giusto. Ma in questo momento le cause ci interessano poco perché adesso stiamo vedendo solo gli effetti disastrosi".
Poi il pensiero torna alla vita del figlio e ai progetti interrotti a soli 29 anni. "Cristiano - dice ancora la madre - era in una fase di crescita professionale importante. Aveva appena vinto un bando per la migliore sceneggiatura, aveva comprato casa, era fidanzato, era felice. Vedere questa sua felicità oggi per noi si è tradotto in una disperazione senza fine".
































