ENNA - La guardia di finanza ha recuperato una mappa di Nicosia risalente alla fine del 1800, rubata anni prima dall'Ufficio delle imposte dirette del paese. Tutto nasce dalla denuncia di un cittadino che ha segnalato l’esposizione dell'antico documento del catasto in uno studio privato di Nicosia.
Le Fiamme gialle hanno acquisito elementi di conferma sull’autenticità della mappa, quindi è scattata l'irruzione nello studio professionale. La cartografia era entrata nella disponibilità del titolare dello studio e di un collega, nel frattempo deceduto, senza che sia stato tuttavia dimostrato il lecito possesso o un valido titolo di acquisto.

Il documento, come è stato successivamente appurato, è una stampa originale risalente al 1874. Nel tardo Ottocento la cartografia rappresentava uno strumento fondamentale per la fiscalità del neonato Regno d'Italia, basata principalmente sulla tassazione della proprietà immobiliare e agricola (la cosiddetta imposta fondiaria). La mappa era perciò indispensabile per l'Ufficio delle imposte dirette di Nicosia per calcolare le rendite sulla base delle dimensioni e della produttività dei terreni, accertare le proprietà per contrastare l'evasione e registrare le volture catastali durante i passaggi di proprietà, fotografando l'evoluzione urbanistica e rurale del territorio nicosiano.
Al termine delle investigazioni il titolare dello studio professionale è stato segnalato all’autorità giudiziaria per il reato di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri, mentre il prezioso documento è stato consegnato all’Archivio di Stato di Enna per garantirne la pubblica e libera consultazione.


























.jpeg)








