CATANIA - Emergenza Etna senza fine. Migliaia di turisti e viaggatori continuano a restare in ostaggio all'aeroporto di Catania. Per tutta la giornata di giovedì lo scalo di Fontanarossa resterà fuori servizio. Stop di arrivi e partenze fino alle 2 di venerdì 14 agosto. Come ha comunicato la Sac, è stata disposta l'estensione della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B3. E' pienamente operativo invece l'aeroporto di Comiso che martedì sera aveva sospeso l'attività di volo per contaminazione da cenere lavica emessa dall'Etna.
I disservizi causati dalla chiusura dell'aeroporto catanese sono sempre di più. Dall'8 all'11 agosto a causa dell'eruzione sono saltati, tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni, circa 700 voli. Ne sono stati cancellati circa 450 in partenza. I voli riprogrammati in altri scali sono oltre 250.
Tra le compagnie maggiormente interessate dalle modifiche alla programmazione ci sono Ryanair, EasyJet, Ita Airways e Wizz Air, che sono quelle che hanno il maggior numero di collegamenti con il Vincenzo Bellini.
(video di Giovanni Calì)
LE POLEMICHE. "Quanto sta accadendo negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo", dice Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile. "A essere fuori posto non è "il vulcano ma l'aeroporto. Nel 1999 avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l'Etna. Inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo. Quella mia idea non trovò sostegno".
Molto critico anche il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo: "Persone che dormono sul nastro bagagli, mamme con i bimbi piccoli sui gradini, turisti spaesati dispersi sulle aiuole esterne. Immagini come queste, assieme a quelle spettacolari sulla nuova eruzione, inondano i social e i tg di tutto il mondo. Ma è grazie all'incompetenza che un fenomeno prevedibile, quale è l'eruzione del vulcano più attivo d'Europa, diventa invece un evento catastrofico senza precedenti".
(video di Giovanni Calì)
LA SITUAZIONE SUL VULCANO. Prosegue sull'Etna l'attività effusiva dalle bocche eruttive di quota 2.750 metri, 2.090 metri e 1.900 metri. I fronti delle colate alimentate dalla bocca di quota 2.360 metri appaiono in raffreddamento. Quelli più avanzati, riconducibili alla bocca di quota 1.900 metri, si attestano a una quota di 1.365 metri, nella Valle del Bove in prossimità di Rocca Capra. Persiste, a intensità variabile, l'attività esplosiva del cratere Voragine con emissione di cenere che si disperde in direzione Sud. Nel video di seguito l'analisi di Stefano Branca, direttore del dipertimento Vulcani dell'Ingv.
Tantissime persone sono salite sul vulcano in nottata per assistere allo spettacolo impressionante dell'eruzione, visibile a chilometri di distanza. Il continuo flusso di escursionisti, molto spesso improvvisati, preoccupa però il Codacons: "La spettacolarità del fenomeno non deve mai indurre a sottovalutare i rischi connessi a un vulcano attivo. Negli ultimi giorni le autorità competenti hanno adottato e aggiornato specifiche misure. Il Codacons ritiene essenziale che tali disposizioni siano facilmente conoscibili anche dai visitatori occasionali che non conoscono il territorio".
























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