Portare la prevenzione sanitaria direttamente tra i bagnanti, superando le barriere dei laboratori tradizionali per intercettare i cittadini nei luoghi del tempo libero. È la strategia d’impatto messa in campo dall’Asp di Trapani che, nell'ambito del proprio programma di sanità pubblica, ha organizzato un insolito ma efficace 'Vaccination Day' sul litorale trapanese.
L'iniziativa si è tenuta nella spiaggia libera adiacente la piazza Vittorio Emanuele. Un team di operatori sanitari della U.O.C. Sanità Pubblica, Epidemiologia e Medicina Preventiva del Dipartimento di Prevenzione ha allestito un punto di somministrazione e consulenza, offrendo ai cittadini la possibilità di vaccinarsi gratuitamente contro il papilloma virus umano (Hpv) e contro il virus dell’epatite B.
L’obiettivo primario dell'iniziativa era proprio il contrasto preventivo alle patologie oncologiche. La vaccinazione anti-Hpv, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire il tumore alla cervice uterina, ma anche i carcinomi dell’orofaringe, degli organi genitali e del distretto anale. Parallelamente, l'immunizzazione contro l’epatite B costituisce la principale difesa contro lo sviluppo di malattie croniche del fegato, come la cirrosi e il conseguente epatocarcinoma.
Nonostante le condizioni meteorologiche non siano state del tutto favorevoli, il presidio medico ha destato forte curiosità e interesse tra i frequentatori della spiaggia. Molti bagnanti si sono avvicinati per richiedere informazioni e delucidazioni sui benefici della profilassi e diversi utenti hanno scelto di cogliere l'opportunità, sottoponendosi alla vaccinazione direttamente sul posto.
Se l'iniziativa di Trapani rappresenta una risposta dinamica sul territorio, i dati epidemiologici regionali e l'adesione alle campagne di prevenzione mostrano un quadro complessivo ancora preoccupante e in parziale stallo. In Sicilia si registrano stabilmente oltre 180 nuovi casi all'anno di tumore della cervice uterina, con una pressione clinica significativa alimentata da circa 4.000 donne che attualmente convivono con questa patologia.
L'aspetto più critico riguarda la prevenzione secondaria: nell'ultimo anno, appena il 28,5% delle donne siciliane ha risposto positivamente all’invito per effettuare il Pap-test o l’Hpv-test all'interno dei programmi di screening gratuiti. Si tratta di una delle percentuali di adesione più basse d'Italia, che allontana l'Isola non solo dagli standard nazionali ma anche dai target europei per l'eliminazione del carcinoma uterino.
Anche sul fronte della prevenzione primaria, ovvero la copertura vaccinale anti-Hpv, la Sicilia sconta forti ritardi: tra le adolescenti nel dodicesimo anno di età, la copertura per la prima dose si attesta intorno al 41,4%, registrando una drastica flessione in vista del richiamo per la seconda dose.
“Questa iniziativa va con decisione nella direzione della prevenzione delle malattie tumorali, focalizzandosi su Hpv ed epatite B - spiega Gaspare Canzoneri, direttore dell’Unità Sanità Pubblica, Epidemiologia e Medicina Preventiva - grazie all’obbligatorietà introdotta nel tempo per l'epatite B, oggi abbiamo raggiunto i risultati sperati in termini di copertura. Se riuscissimo a conseguire gli stessi identici numeri anche con la vaccinazione contro l'Hpv, potremmo concretamente ambire all’eliminazione delle malattie tumorali correlate".


















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