CATANIA - L'Etna continua a dare segni di vivacità, ma senza infuire sull'attività di Fontanarossa. Torna alla normalità la situazione all'aeroporto di Catania, con la riapertura di tutti i settori precedentemente chiusi. Nessuna restrizione per arrivi e partenze. Pienamente operativo anche lo scalo di Comiso, che nei giorni dell'emergenza, tra il 7 e il 15 agosto, ha gestito complessivamente 324 voli e oltre 38 mila passeggeri.
L'Etna, intanto, non si ferma. Come spiegato dall'Ingv, il flusso lavico alimentato dalla bocca a quota 1900 metri ha raggiunto al fronte una quota di 1330 metri nella zona di Rocca Capra (Valle del Bove). All'alba di oggi si è aperta un'ulteriore bocca eruttiva a circa 3100 metri, nella parte alta della Valle del Bove, producendo un flusso lavico il cui fronte non è al momento visibile per via delle nubi. L'attività esplosiva al Cratere Voragine è cessata lasciando solo un debole pennacchio di cenere circoscritto alla sommità.
Ieri dal vulcano si era levata una nuvola nera alta 6 chilometri e pioggia di polvere sulla provincia catanese: macchine coperte, strade annerite e commercianti intenti a pulire i marciapiedi. Fra i centri etnei più colpiti Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta. La cenere si è spinta anche nel Messinese e lungo ampie fasce della costa ionica.


























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