Gli investigatori che indagano sul clamoroso furto di Ferragosto nel museo regionale di Messina avrebbero trovato delle tracce lasciate dalla banda di ladri che ha rubato sei opere di Antonello da Messina, abbandonandone due durante la fuga e ritrovate grazie a una segnalazione di una passante. La dinamica farebbe ipotizzare che a mettere a segno il colpo non sia stato un gruppo di professionisti.
Nei confronti dei quattro custodi presenti al museo durante il furto sarà aperto un procedimento disciplinare. La procedura scatterà non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. La sanzione estrema prevede il licenziamento. Se la Procura di Messina, che ha aperto una inchiesta per furto pluriaggravato, dovesse indagare uno o più custodi, la Regione sospenderà l'azione disciplinare.
I quattro custodi - due donne dipendenti regionali e due uomini ex Asu che lavorano alla Servizi ausiliari Sicilia - interrogati dalla polizia e dal Nucleo speciale dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale sono stati messi in ferie. Nonostante sia scattato l'allarme e il sistema di videosorveglianza abbia ripreso le fasi del clamoroso colpo, i custodi non si sarebbero accorti di nulla.
Le forze dell'ordine hanno cercato di contattare telefonicamente con difficoltà qualcuno del museo dopo il ritrovamento delle due tavole abbandonate dalla banda durante la fuga. Solo allora i custodi usciti dalla struttura si sarebbero resi conto del furto. Elisabetta Bonfato, che col marito ha ritrovato le tavole, afferma che due delle alte sbarre di metallo che circondano il museo erano allargate da mesi e non dalla sera del colpo.
Nessuna anomalia sarebbe emersa dalle verifiche fatte sui verbali interni, redatti dal personale del museo regionale di Messina, nei giorni antecedenti al furto. Subito dopo il colpo il presidente della Regione Renato Schifani ha disposto una ispezione interna.
Il museo regionale Accascina a Messina intanto ha riaperto al pubblico. Un telo nero è stato sistemato per coprire la base appoggiata a una parete di legno dove si trovavano le tavole del Polittico. Anche nella colonna dove era sistemata la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione davanti e dietro Cristo in Pietà, anch'essa rubata, c'è un telo nero.
































