"Mentre Taormina registra l'ennesimo record di presenze turistiche, c'è una categoria per la quale il successo della perla dello Jonio si trasforma in un incubo quotidiano: quella dei lavoratori stagionali e pendolari del turismo e del commercio". La denuncia arriva da Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Francesco Rubino, segretario regionale della Uiltucs provinciale.
“Camerieri, cuochi, commessi, addetti alle pulizie e alla ricettività - dicono -, ovvero la spina dorsale dell'economia locale, continuano a scontrarsi con una realtà sempre più insostenibile: il caro parcheggio. Raggiungere Taormina in auto per svolgere turni spossanti di lavoro non è un capriccio, ma un'esigenza obbligata, vista la cronica mancanza di mezzi pubblici adeguati che possano garantire il servizio nelle fasce serali e notturne dalle città limitrofe (Messina, Giardini Naxos, Letojanni e l'Alcantara)".
I sindacati sostengono che "negli anni, la politica dei parcheggi gestita dall’Asm,, azienda municipalizzata del Comune di Taormina, ha progressivamente ristretto i margini di respiro per chi lavora, favorendo esclusivamente l’utenza turistica giornaliera - quella del mordi e fuggi più redditizia su base oraria - a scapito dei lavoratori che si vedono negare il rinnovo degli abbonamenti nelle strutture principali e coperte, come il parcheggio Lumbi o il parcheggio di Porta Catania".

I lavoratori in procinto di rinnovo dell’abbonamento "infatti vengono dirottati sul parcheggio periferico e sterrato di Piano Porto, privo di riparo dal sole o dalle intemperie, sprovvisto dei principali servizi e legato all'attesa di navette spesso mancanti, con il risultato di allungare di ore la già faticosa giornata lavorativa. Con stipendi stagionali già minati dall'inflazione, spendere cifre importanti ogni mese solo per lasciare la vettura in sosta significa veder eroso il proprio guadagno netto di una quota percentuale inaccettabile: dall'1 agosto l’Asm ha raddoppiato il costo giornaliero del parcheggio a 30 euro (prima era 15) per Porta Catania, un importo improponibile per chi deve recarsi a lavorare".
I sindacati affermano di aver chiesto "una migliore gestione degli abbonamenti in favore dei lavoratori e un incontro al presidente dell’Asm, ma senza ricevere risposta. Ciascun Comune ha continuato a perseguire la propria politica di cassa. La logica del profitto turistico a breve termine ha prevalso sulla visione sociale della mobilità. Anziché proteggere la forza lavoro - che, ricordiamolo, è essenziale ed indispensabile per garantire la stessa qualità dei servizi su cui si regge la fama di Taormina - le istituzioni locali hanno finito per trattare i lavoratori pendolari come un problema e non come una risorsa”.

"L'indifferenza" verso il caro parcheggi secondo Uil e Uiltucs "sta già producendo un contraccolpo drammatico: la fuga del personale che non può lavorare per pagarsi soltanto il parcheggio giornaliero. Gli imprenditori del settore alberghiero e della ristorazione lamentano anno dopo anno la difficoltà nel reperire dipendenti qualificati. La causa non è la presunta mancanza di voglia di lavorare, ma un mero calcolo matematico: tra affitti ormai insostenibili e spese di viaggio/parcheggio oppressive, lavorare a Taormina, purtroppo, non conviene più".
































