SIRACUSA- "Circa trenta detenuti hanno occupato il blocco 10 dopo che quattro di loro erano riusciti a impossessarsi delle chiavi sottratte ad un agente di polizia penitenziaria. L'emergenza è durata circa cinque ore", denunciano Aldo Di Giacomo, vice segretario generale del sindacato del corpo di polizia penitenziaria, e Domenico Del Grosso, segretario regionale dello stesso sindacato.
"E' stato necessario chiamare rinforzi dalle carceri di Noto, Caltagirone, Brucoli e Ragusa - aggiungono. Durante le tensioni un altro detenuto avrebbe devastato suppellettili dell'infermeria e un agente è rimasto ferito". Lo . La rivolta è avvenuta ieri mattina intorno alle 11.30 nel carcere di contrada Cavadonna a Siracusa.
"Non siamo più davanti a una semplice protesta. Per alcune ore lo Stato ha perso il controllo effettivo di un reparto del carcere - spiega Di Giacomo -. Le ragioni di qualsiasi protesta possono e devono essere ascoltate nelle forme previste dall'ordinamento. Le condizioni detentive dignitose sono un obbligo dello Stato".
Il sindacato ricorda che Cavadonna ospita 721 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari, mentre risultano 266 appartenenti alla polizia penitenziaria effettivi contro i 310 previsti.
"Mancano 44 poliziotti rispetto alla dotazione prevista, mentre i detenuti superano di 176 unità la capienza regolamentare. Cavadonna sta diventando il simbolo di un problema nazionale: la polizia penitenziaria viene lasciata a gestire con uomini insufficienti istituti sovraffollati, aggressioni, proteste, incendi, sequestri di telefoni, rifiuti di rientrare nelle celle e reparti sempre più difficili da governare", concludono Di Giacomo e Del Grosso.
































