MESSINA - Fonti della polizia di Messina smentiscono che al momento ci siano indagati nell'ambito dell'inchiesta sul furto delle opere di Antonello da Messina sottratte dal museo Accascina la scorsa settimana.
Al vaglio degli inquirenti ci sono le dichiarazioni dei 4 custodi in servizio la notte in cui i ladri si sono introdotti nei locali: in particolare non convince la versione di uno dei dipendenti che dovrebbe essere risentito.
Al museo sono state sottratte le opere di Antonello da Messina: tre tavole su cinque appartenenti al Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Nei giorni scorsi le indagini si erano concentrate su un possibile basista all'interno del MuMe.
Il custode ha accennato alla storia dell'allarme spento, ma troppe cose non tornano nella sua versione, soprattutto rispetto alla cronologia degli eventi. Gli inquirenti vogliono capire se nella squadra dei custodi ci fossero soltanto degli incompetenti - un altro custode ha ammesso di aver sentito l'allarme e di averlo spento, pensando a un falso contatto - o anche una talpa. Tanto più che i due ladri sono entrati e si sono mossi nel museo con grande sicurezza.
Secondo quanto si apprende dall'ispezione amministrativa disposta da Schifani, le verifiche effettuate della Regione al MuMe hanno confermato "il buon funzionamento degli allarmi" e "le criticità nell'applicazione da parte dei custodi delle procedure previste dai protocolli di sicurezza".
































