PALERMO - Quattro giovanissimi detenuti che ieri hanno appiccato un incendio tra le celle del carcere minorile Malaspina di Palermo e hanno aggredito due agenti della polizia penitenziaria saranno trasferiti in altri istituti di pena fuori dalla Sicilia. E' la decisione presa dopo che undici tra detenuti e agenti della penitenziaria sono stati trasportati in ospedale in codice rosso e giallo sia per intossicazione sia per le aggressioni subite.
E' stato un intervento complesso quello del 118, impegnato con numerose ambulanze fuori dall'istituto di pena per trasportare i feriti. Le fiamme sono state spente dai dipendenti del carcere. Fino a notte per fronteggiare l'emergenza è stato impiegato tutto il personale, compreso quello libero dal servizio.
"L'episodio - dicono i sindacati Osapp, Uilfp polizia penitenziaria, Uspp e Fns Cisl - ha ancora una volta evidenziato la gravissima carenza di personale dell'Ipm di Palermo già in servizio dalle 15, che ha dovuto proseguire ben oltre il proprio turno. Nelle prime ore successive all'evento non risultavano disponibili unità sufficienti a garantire il necessario avvicendamento del personale, che è stato possibile grazie alla collaborazione del Prap Sicilia che ha messo disposizione poliziotti in servizio ai carcere Pagliarelli e Ucciardone". I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando inoltre "la gestione di alcuni detenuti già protagonisti di comportamenti fortemente problematici", perché "pare non risultava ancora formalizzata una richiesta di allontanamento dall'istituto".
Secondo quanto comunicato dal garante dei detenuti Pino Apprendi, la direttrice del Malaspina, Clara Pangaro, è stata rimossa dal suo incarico: "L'incapacità di chi amministra la Giustizia - afferma il garante in una nota - si manifesta con la rimozione del direttore dell'Ipm Maspina di Palermo, dopo l'incendio di questa notte. Le segnalazioni e le proteste di chi ha visitato il carcere e dei rappresentanti sindacali della Polizia Penitenziaria, invece che ricevere risposte adeguate, vengono liquidate con una decisione discutibile".
Il garante aggiunge che "il malessere all'Ipm Malaspina viene da lontano", perché "il precedente direttore, Michelangelo Capitano, persona dotata di grandi capacità, decise di andare in pensione proprio perché si era ritrovato da solo ad affrontare momenti di grave crisi nell'istituto". Ed "ora viene rimossa dall'incarico la dottoressa Pangaro, direttore da 8 anni e prima vicedirettore, con 33 anni di servizio a vario titolo al Malaspina". Secondo il garante "la dottoressa Pangaro, come la maggior parte dei direttori, insieme al personale degli istituti penitenziari, fanno da parafulmini al sistema penitenziario che non funziona".
































