AGRIGENTO - Il vicesindaco di Agrigento si dimette. La decisione di Giovanni Crosta era finito nel polverone dopo avere ereditato dal padre una casa abusiva a Zingarello, che sarebbe stata usata in più occasioni e sulla quale sarebbero stati fatti dei lavori edili.
"A seguito dell'enorme clamore mediatico creatosi attorno alla mia persona - spiega - ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di assessore e vicesindaco di Agrigento, non avendo in questo momento la necessaria serenità per portare avanti il mio mandato ed operare al meglio nell'interesse della collettività, come ho fatto fino ad oggi".
"Ritengo fermamente di essere vittima di speculazioni politiche strumentali finalizzate a rompere gli equilibri sino ad oggi in atto - analizza l'ormai ex sindaco di Agrigento - . Tuttavia, il rispetto che nutro per le istituzioni e per i cittadini mi impone di fare un passo indietro per mettere fine a sterili polemiche".
Il suo passo indietro era stato invocato dal leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che poi lo aveva espulso dal movimento: "In un Paese in cui gente come Santanché, Dalmastro e Pozzolo restano incollati alla poltrona per fatti ben più gravi, noi abbiamo dimostrato di mettere alla porta senza tentennamenti non un delinquente sia chiaro, ma un amministratore che ha mentito sulla casa abusiva, aprendo una questione di opportunità: Crosta aveva infatti anche la delega alla polizia municipale di Agrigento".
La Vardera aveva anche chiesto al sindaco di Agrigento, Michele Sodano, di "tornare in sé". Il primo cittadino dopo le dimissioni commenta amaramente: "Giovanni è solo la prima vittima di un sistema che sta reagendo senza scrupoli a un'amministrazione comunale contraddistinta esclusivamente dai principi di libertà e correttezza. Al netto degli errori di comunicazione che possono essere stati fatti, Giovanni, senza essere imputato né essersi reso protagonista di alcun reato, fa un passo indietro perché è stata minata la serenità di una giunta coesa e attiva come non mai. È in atto un processo di destabilizzazione che ha come unico obiettivo il governo della città e, attraverso di esso, Agrigento".
Sodano si rivolge a Crosta: "Ti chiedo scusa per la tempesta mediatica che si è abbattuta su di te e sulla tua famiglia, alla quale va tutta la mia vicinanza. Una veemenza che questa città non ha visto neppure davanti a vicende infinitamente più gravi", quando ha "conosciuto amministratori capaci di interloquire direttamente con le mafie e di utilizzare il denaro pubblico secondo logiche di spartizione e convenienza. Ti auguro di chiarire ogni posizione e di far valere fino in fondo le tue ragioni. E poi torna, se ancora ne avrai voglia, ad aiutarci. Perché Agrigento ha bisogno di persone come te".















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