"Non ho sentito attorno a me alcuna pressione, solo la carica. Tanti tifosi in questi giorni mi hanno invitato a non mollare, a tutti posso assicurare che darò sempre il massimo". Emilio Longo alla fine di Picerno-Catania non vuole sentir parlare di ultime spiagge.
"Io cerco di essere lucido - dice a Diretta Stadio su Telecolor quando gli chiedono se si è sentito in bilico -, so quanto stiamo lavorando, non mi interessa discutere di altro, posso solo assicurare che i ragazzi hanno spirito di attaccamento. Se si pensa che io possa dare un'identità di gioco precisa in 4 gare, con il 50% dell'organico che ha sostenuto meno della metà degli allenamenti si pensa a un'utopia. Non sono un mago, ma finché avrò tempo lo userò per trovare soluzioni".
L'allenatore rossazzurro punta tutto sulla sua integrità: "Il mio compito è quello di trovare una continuità di gioco, oggi abbiamo aggredito in avanti come vogliamo fare sempre. Dobbiamo proseguire finché la squadra non avrà una sua identità definita, principi chiari, cercando di mettere palla a terra e pressando alto. Non sono disponibile a variare nulla del mio modo di essere e non dirò mai delle bugie".
Gli chiedono di Bruzzaniti, finalmente a buon livello: "La strada da perseguire - risponde Longo - è quella della mentalità, non delle posizioni in campo. Bruzzaniti ha avuto altre opportunità e non se le è giocate in questo modo. La soluzione dei problemi sta nell'incisività".
"Voi dite che ho osato, ma la verità è che non ho terzini destri, quindi è stata una necessità. Abbiamo fatto 70 minuti davvero buoni. Poi nell'ultimo quarto d'ora non avevamo più le gambe per pressare, non è sempre semplice; il Picerno è ben allenato, se gli dai spazio ti colpisce. Ma vi do un dato: in queste partite abbiamo tirato 49 volte e subìto 22 tiri, meno di chiunque. E siamo primi nel campionato per possesso palla. L'obiettivo è di continuare il percorso di crescita".















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