Nella sua Picerno, dove aveva fatto molto bene dando slancio alla carriera, Longo trova il suo Catania. Una squadra che lotta su ogni pallone, incisiva e senza paura. In attesa di conferme nelle prossime gare, i tifosi etnei si lustrano gli occhi per 75 minuti giocati benissimo, con ottime trame e soluzioni.
Il tecnico rossazzurro riparte tatticamente dal secondo tempo con la Scafatese: difesa a tre e gli innesti dal primo di due big dello spogliatoio come Dini e Di Gennaro. L’approccio è positivo, il Picerno viene subito messo sotto. I rossazzurri vanno alla conclusione in quattro circostanze mandando sempre il pallone alto, ma aggredendo costantemente l’avversario.
Attorno alla mezz’ora, arriva la svolta. Il Catania annichilisce l’avversario con tre gol nel giro di quattro minuti. Quaini innesca Ierardi che si fa trovare in area avversaria come un attaccante consumato e scaglia una sassata che sbatte sotto la traversa e si insacca. Significativa l’esultanza con i giocatori in campo, i componenti della panchina e l’allenatore ad abbracciarsi (foto Pandolfo).

Un gruppo coeso che adesso gioca libero: meno possesso e più verticalizzazioni. Cavuoti e Russo manovrano per consentire a Bruzzaniti di presentarsi da solo davanti a Marcone: destro e gol dello 0-2. Il pallone viene rimesso a centrocampo e arriva anche il terzo sigillo. Russo va alla conclusione, Marcone non trattiene e Cavuoti può ribadire in rete.
Tre gol che indirizzano l’incontro e certificano la supremazia del Catania. Un dominio che viene ribadito anche a inizio ripresa. Cicerelli riceve sulla sinistra, si accentra e di destro fulmina per la quarta volta Marcone (foto Pandolfo).
Pelligra, con Grella e Varrà in tribuna, applaude e il Catania continua ad attaccare sfiorando in almeno due occasioni il quinto gol (annullato il 5-0 a Bruzzaniti per una gamba tesa).
Longo fa rifiatare Di Gennaro, Vallocchia e Cavuoti e poi Bruzzaniti e Russo, il Catania abbassa un po' l'intensità e viene fuori il Picerno: Pugliese segna l’1-4 in seguito a una distrazione difensiva su rimessa laterale e Abreu accorcia ulteriormente su rigore concesso per un fallo di Masciangelo, poi espulso, su Virgililio (ma c’è più di un dubbio sulla posizione iniziale dell’esterno lucano e sull’entità della decisione disciplinare).
Finisce 4-2, con un Catania che per 75 minuti fa vedere quello che può diventare. Longo ha un compito difficile, con una squadra che è stata definita nelle fasi finali del mercato, ma, lo dice spesso, non deroga ai suoi principi. La larga vittoria di oggi allontana i fantasmi dalla sua panchina e gli dà ragione.
PICERNO-CATANIA 2-4
PICERNO (3-4-3): Marcone; Bellodi, Del Fabro, Bassoli (44' pt Bianchi); Virgilio, Franco, Maselli (15' st Perri), Pistolesi (1' st Rillo); Kanoute (33' st Coppola), Abreu, Pugliese. In panchina: Cortese, Pecci, Gemignani, Tolovan, Maiorino, Scravaglieri, Oliviero, Nocerino. Allenatore: De Luca.
CATANIA (3-4-3): Dini; Ierardi, Di Gennaro (15' st Allegretto), Perrotta; Bruzzaniti (31' st Lunetta), Vallocchia (21' st Corbari), Quaini, Masciangelo; Cavuoti (21' st Insigne), Russo (31' st Coda), Cicerelli. In panchina: Rinaldi, Donnarumma, Caligara, Liguori, Torre, Catania, Amendola. Allenatore: Longo.
ARBITRO: Manzo di Torre Annunziata.
RETI: 31' Ierardi, 33' Bruzzaniti, 34' Cavuoti; st 12' Cicerelli, 30' Pugliese, 43' Abreu su rigore.
NOTE: apettatori 681, incasso 2.559 euro. Ammoniti Di Gennaro, Bassoli. All'85' espulso Masciangelo del Catania. Angoli 5-4 per il Picerno. Recupero pt 2', st 7'.
















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