Emilio Longo torna a parlare. Alla vigilia della sfida casalinga con il Crotone, in programma sabato sera al Massimino (dalle 20, su Telecolor, tre ore live con Diretta Stadio), l'allenatore rossazzurro non usa giri di parole in conferenza stampa chiedendo un maggiore riconoscimento di quanto fatto recentemente dalla sua squadra.
"Mi porto qualche dubbio in più di formazione rispetto al solito. Il nostro rendimento? Il tema dei blackout non esiste. La partita di Caserta non è stata mai in discussione, non sono stati certo 90' da vittoria con un solo gol di margine. Dire che abbiamo vinto ai punti o perchè siamo stati fortunati è un'eresia. Non si può pretendere che l'avversario non esista e non mi piace che si sparga veleno. A Caserta siamo stati sontuosi sotto ogni punto di vista, andava sottolineato di più. Dini ha parato? De Lucia ha parato molto più di lui".
"Le mie parole su Cavuoti? Anche il microfono può essere uno strumento per esercitare la leadership tecnica. Se do molte spiegazioni, lo faccio per avvicinare la gente al mio pensiero. So che i giocatori ascoltano quel che dico nelle interviste post match, credo che la tirata d'orecchie possa far crescere Nicola. Catania non è una piazza come le altre, non bisogna fare bene una ma 38 volte. Dobbiamo avere l'ossessione di dare il massimo, se vedrò che non è così in futuro striglierò ancora qualcuno".
"Dobbiamo trovare continuità. Se vogliamo giocarci la vittoria in campionato, il gap iniziale andrà colmato nel giro di 7-8 giornate. Mi piacerebbe che partite come quelle di Picerno e Caserta possano essere godute anche dai nostri tifosi al Massimino. Viviamo le responsabilità nel modo giusto, sappiamo di non avere fatto così bene in casa come abbiamo fatto in trasferta".
"Coda ha una buona base di preparazione. Ho letto di notizie su Massimo che riferivano di 3-4 difficoltà di ordine fisico: è un'eresia. Stiamo avvelendando una piazza che non ha bisogno di veleno. Dire bugie o baggianate è un modo di avvelenare in modo gratuito una piazza che non lo merita. Coda non ha alcuna pubalgia o altro: è integro, se non gioca dal 1' è solo per motivi tecnici o tattici, per mia scelta. Sembra che ci sia chi è più gratificato dal parlare male di noi piuttosto che bene".
"In questo momento il vestito più comodo per la difesa è la linea a tre. Credo che questa squadra possa lavorare con più moduli, ma senza mai tradire i principi di gioco. Difendere ancora a zona sui piazzati? Non voglio dare vantaggi agli altri. In generale, dico che un allenatore non deve essere fondamentalista, se c'è qualcosa da cambiare lo si fa: in settimana abbiamo lavorato tanto su questo tipo di marcatura che applico da 21 anni, con l'unica eccezione di Carate e quella è stata proprio la stagione in cui ho subito più gol da palla inattiva nella mia carriera".
"Sabato sera saluterò tante persone che hanno condiviso con me momenti importanti. Rimaniamo amici, gente che si rispetta. I miei ragazzi avranno un solo scopo: regalare una gioia ai nostri tifosi, che sono in credito con noi. Il Crotone conserva buona parte dei principi che applicavamo nella passata stagione, Greco ha aggiunti altri concetti per rendere il gioco sbarazzino. I due sistemi di gioco cozzano tra di loro, non sarà una gara semplice per entrambe le formazioni".
"Caturano è schierabile come Coda. Sia lui che Massimo nel corso della stagione giocheranno e faranno tanti gol, non vedo problemi. Tutti i giocatori sono arruolabili, anche Cabianca ha smaltito il problema che lo aveva un po' limitato. Quando mi hanno chiesto dell'utilizzo di Lunetta a Caserta ho spiegato che vengo pagato per prendere decisioni, non necessariamente lineari agli occhi altrui. Gabriel ha giocato perchè era più funzionale per quel tipo di partita. Bruzzaniti ha offerto ottime prestazioni a tutta fascia: noi in difesa giochiamo davvero a tre coprendo l'ampiezza del campo con i braccetti, Giovanni si sacrifica ma è sempre nella possibilità di segnare, in quel ruolo le sue caratteristiche non vengono depotenziate".















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