CALTANISSETTA - Il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha archiviato il filone d'inchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio, costate la vita ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e agli agenti delle scorte dei due magistrati. Si tratta dell'indagine che riguardava la pista del dossier mafia e appalti come una delle ipotesi che avrebbe potuto determinare le stragi.
A chiedere l'archiviazione, ad aprile scorso, era stata la stessa Procura nissena. Resta ancora aperta, invece, la tranche di indagine per favoreggiamento aggravato dall'aver agevolato la mafia (reato prescritto) che vede sotto inchiesta gli ex magistrati Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli. Natoli risponde anche di calunnia.
Secondo gli inquirenti avrebbero insabbiato il cosiddetto dossier mafia-appalti, favorendo così gli imprenditori mafiosi. In questo contesto sarebbe maturato l'attentato al giudice Paolo Borsellino eliminato, secondo questa ipotesi, nel timore che potesse approfondire gli accertamenti sulle infiltrazioni di Cosa nostra nei grandi appalti.
"L'analisi svolta, pur evidenziando il clima ostile ed emarginante nel quale si trovarono a operare i dottori Falcone e Borsellino all'interno della Procura di Palermo nel biennio 1990-1992 - si legge in uno dei passaggi del decreto con cui il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha archiviato il procedimento - e pur mettendo in luce la distanza siderale esistente tra la loro capacità professionale e quella di tanti altri magistrati a loro coevi che si trovarono a operare in relazione ai procedimenti che toccavano uno degli argomenti di maggior interesse per gli stessi Falcone e Borsellino (il rapporto tra Cosa nostra e il sistema degli appalti pubblici), non ha consentito di individuare alcun elemento probatorio, autonomamente persuasivo, che possa portare all'identificazione di specifici soggetti tra i magistrati o tra gli esponenti del mondo politico-imprenditoriale legati a costoro da poter iscrivere quali concorrenti morali (e ancor più materiali) in relazione alle due stragi".
"Conclusivamente, per tutte le ragioni finora passate in rassegna, gli elementi acquisiti non consentono di formulare alcuna ragionevole previsione di condanna", conclude il gip dopo aver preso in esame la richiesta di archiviazione formulata dalla stessa Procura nissena.
Il gip di Caltanissetta parla anche di inquinamento e di attività depistante posta in essere dal senatore Roberto Scarpinato nei confronti dell'ex pm Gioacchino Natoli. Il riferimento è alle conversazioni, intercettate, avvenute tra Scarpinato e Natoli - per anni colleghi in Procura a Palermo - prima della audizione di quest'ultimo all'Antimafia, commisisone di cui il senatore fa parte.
La circostanza, già nota, sollevò molte polemiche e il parlamentare fu accusato di aver imbeccato l'ex magistrato. Il gip precisa "di non poter (e dover) prendere posizione sul fatto che un membro della commissione nazionale Antimafia (il senatore Scarpinato) possa concordare e/o anticipare a un soggetto che dovrà essere audito (Natoli) le domande che avrà intenzione di porgli e che "si tratta di un giudizio di opportunità squisitamente politico che è rimesso a sedi diverse da quella giurisdizionale". "Quello che però qui è doveroso segnalare - conclude - è l'attività depistante posta in essere dal senatore Scarpinato nei confronti del dottor Natoli".















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