MESSINA - Una famiglia di cinque persone ha dovuto lasciare la baracca in cui viveva per il crollo del tetto, un piccolo alloggio in via Rosso da Messina dichiarato inagibile dai vigili del fuoco. I pompieri sono intervenuti in piena notte per il cedimento parziale del controsoffitto e vistose infiltrazioni d'acqua che hanno reso precaria la baracca.
A cedere è stato il tetto della cameretta dei bambini che in quel momento stavano dormendo, ma sono rimasti illesi. Soltanto pochi giorni fa nella baraccopoli del villaggio Aldisio c'era stato un incendio.
"Nelle baracche in via Rosso da Messina vivono ancora 65 nuclei familiari - dice il consigliere comunale della Lega Cosimo Oteri -. E in tutta Messina ci sono ancora ben 1.400 baracche. Eppure non siamo più nel dopoguerra. Quella di via Rosso da Messina è la più antica. Proprio a due passi dal Policlinico universitario".
Il maltempo dei giorni scorsi ha aggravato le condizioni precarie di chi risiede nelle baracche, in alcune piove a dirotto come in quelle che sorgono a ridosso del viale Gazzi. Oteri ha sollecitato l'intervento della struttura commissariale per il risanamento perché via Rosso da Messina rientra nei piani del cosiddetto "sbaraccamento".
L'ente coordinato dal presidente della Regione Renato Schifani nel marzo di un anno fa ha chiesto all'agenzia per il risanamento del Comune la definizione di una nuova graduatoria. Fari puntati anche su via La Rocca di Camaro San Paolo e su via Sacro Cuore del quartiere di Giostra: 24 i nuclei familiari da sistemare.































